venerdì 19 novembre 2004

Gli eredi dell'Impero Romano


“I romani conquistarono il mondo con la serietà, la disciplina, l’organizzazione, la continuità delle idee e del metodo; con la convinzione di essere razza superiore nata per comandare; con l’impiego meditato, calcolato della più spietata crudeltà, della fredda perfidia, della propaganda più ipocrita; con risolutezza incrollabile nel sacrificare tutto al prestigio, senza essere sensibili né al pericolo, né alla pietà, né ad alcun rispetto umano; con l’arte di alterare nel terrore l’anima stessa dei loro avversari, o di addormentarli con la speranza, prima di asservirli con le armi; infine con una manipolazione così abile della menzogna più grossolana da ingannare persino la posterità. Chi non riconosce questi tratti?”



Sono parole di Simone Weil, scritte nel 1940, e il riferimento è alla Germania di Hitler. Ma, pur con tutte le differenze e i distinguo di cui non è possibile trattare in un “post”, non è l’impero romano il modello di tutti gli imperialismi che si sono succeduti nella storia dell’Occidente? E oggi quale paese può riconoscersi in questi tratti?


1 commento:

  1. se ce ne fosse bisogno, la prova che Simone Veil, che nella sua carriera diplomatica ebbe il "coraggio" di prendersela anche coi cadaveri (in senso letterale) discende da ben altra genìa -pardon, chiamiamo le cose col loro nome: razza- da quella che edificò l'Impero, e non l'imperialismo. Altra gente sul serio. E meno male per noi.

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venerdì 19 novembre 2004

Gli eredi dell'Impero Romano


“I romani conquistarono il mondo con la serietà, la disciplina, l’organizzazione, la continuità delle idee e del metodo; con la convinzione di essere razza superiore nata per comandare; con l’impiego meditato, calcolato della più spietata crudeltà, della fredda perfidia, della propaganda più ipocrita; con risolutezza incrollabile nel sacrificare tutto al prestigio, senza essere sensibili né al pericolo, né alla pietà, né ad alcun rispetto umano; con l’arte di alterare nel terrore l’anima stessa dei loro avversari, o di addormentarli con la speranza, prima di asservirli con le armi; infine con una manipolazione così abile della menzogna più grossolana da ingannare persino la posterità. Chi non riconosce questi tratti?”



Sono parole di Simone Weil, scritte nel 1940, e il riferimento è alla Germania di Hitler. Ma, pur con tutte le differenze e i distinguo di cui non è possibile trattare in un “post”, non è l’impero romano il modello di tutti gli imperialismi che si sono succeduti nella storia dell’Occidente? E oggi quale paese può riconoscersi in questi tratti?


1 commento:

  1. se ce ne fosse bisogno, la prova che Simone Veil, che nella sua carriera diplomatica ebbe il "coraggio" di prendersela anche coi cadaveri (in senso letterale) discende da ben altra genìa -pardon, chiamiamo le cose col loro nome: razza- da quella che edificò l'Impero, e non l'imperialismo. Altra gente sul serio. E meno male per noi.

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