venerdì 21 gennaio 2005

Il secondo mandato di Bush



Dalla terrazza del Campidoglio, tra canzoni patriottiche e sventolii di bandiere, durante la cerimonia di giuramento per il suo secondo mandato, George Bush ha rivolto ai popoli oppressi, agli alleati e ai cittadini americani "la sfida della libertà" il cui obiettivo è quello di porre fine a tutte le tirannie "anche negli angoli più oscuri della terra". In un aggressivo discorso di 16 minuti, in cui si è appellato spesso a Dio (5 volte per l’esattezza) e ha pronunciato la parola libertà per 42 volte, il presidente ha promesso di appiccare ovunque "il fuoco della libertà" fino a quando "brucerà in ogni angolo del mondo" , "di abbattere tutti i tiranni", ovunque, magari a partire da quell'Iran che è "al primo posto nella lista dei problemi da risolvere", come il suo vice Cheney ammette, mentre in economia l’accento è sull'individualismo economico, con la costituzione della cosiddetta "società di proprietari".

Ma non ci sono stati solo applausi per il secondo mandato di George W. Bush.  In tante piazze, tra cartelli per il ritiro dall’Iraq, inni pacifisti e bandiere americane, una folla eterogenea ha manifestato la rabbia e la preoccupazione per la sua rielezione.

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venerdì 21 gennaio 2005

Il secondo mandato di Bush



Dalla terrazza del Campidoglio, tra canzoni patriottiche e sventolii di bandiere, durante la cerimonia di giuramento per il suo secondo mandato, George Bush ha rivolto ai popoli oppressi, agli alleati e ai cittadini americani "la sfida della libertà" il cui obiettivo è quello di porre fine a tutte le tirannie "anche negli angoli più oscuri della terra". In un aggressivo discorso di 16 minuti, in cui si è appellato spesso a Dio (5 volte per l’esattezza) e ha pronunciato la parola libertà per 42 volte, il presidente ha promesso di appiccare ovunque "il fuoco della libertà" fino a quando "brucerà in ogni angolo del mondo" , "di abbattere tutti i tiranni", ovunque, magari a partire da quell'Iran che è "al primo posto nella lista dei problemi da risolvere", come il suo vice Cheney ammette, mentre in economia l’accento è sull'individualismo economico, con la costituzione della cosiddetta "società di proprietari".

Ma non ci sono stati solo applausi per il secondo mandato di George W. Bush.  In tante piazze, tra cartelli per il ritiro dall’Iraq, inni pacifisti e bandiere americane, una folla eterogenea ha manifestato la rabbia e la preoccupazione per la sua rielezione.

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