domenica 21 dicembre 2008

LA CRISI DELLA SINISTRA - CHE FARE?

Il PD è nato dal mixage di ex-comunisti ed ex (?) democristiani. E questo la dice lunga. 


L’anomalia italiana colpisce ancora. Lo stato italiano si è formato molto tardi rispetto agli altri paesi europei. Noi dalla caduta dell’impero romano ad oggi siamo sempre stati invasi e siamo sempre stati disponibili ad accogliere l’invasore di turno. Manca ancora oggi una coscienza nazionale. E infatti quali sono stati i due grandi partiti che alla fine del secondo conflitto mondiale e fino agli anni ’90 hanno raccolto i consensi? Non a caso la DC e il PCI, che avevano come punto riferimento stati stranieri, il Vaticano e gli Usa per la prima, l’URSS per il secondo.


Quando è crollata la prima repubblica, la DC si è spalmata nei due nuovi schieramenti contrapposti, il centro- destra e il centro- sinistra. Infine l’unione tra Alleanza Nazionale (ex –fascisti) e Forza Italia, con l’appoggio esterno della Lega, nel centro – destra, l’unione tra Margherita (in larga parte ex DC) e DS (ex PCI – ex PDS) nel centro-sinistra. Ma almeno nel centro destra ci sono alcune idee comuni (che si possono sintetizzare nello slogan “Dio, patria, famiglia”), cosa c’è nel centro- sinistra non si sa.


Ora il Partito Democratico dopo la sconfitta nella campagna elettorale - risibile peraltro lo slogan “si può fare” che dopo la sconfitta si è prestato ad una serie di battute ironiche (ricordate “libero” che all’indomani delle elezioni titolava “Si può fare” FESTA!) e volete mettere la differenza con “WE CAN” (noi possiamo e si può fare hanno significati ben diversi a prescindere dai risultati) – si trova anche coinvolto in una grave crisi etica con vicende di malcostume politico che coinvolgono Parlamento, Regioni, Province e Comuni. Ma i vertici si stanno arroccando sulla difesa di indifendibili.


Quanto a Di Pietro, a prescindere dalla profonda ignoranza (è un contadino abruzzese che non si è mai acculturato – ma chi mai l’avrà laureato?), mi fa venire la bile solo a vederlo e a sentirlo parlare, non solo per le offese da brivido alla lingua italiana , ma perché non è certo un progressista, anzi, a mio parere, lui e chi lo vota fanno parte di un’Italia provinciale e retrograda che in passato poteva riconoscersi nella Democrazia Cristiana e che oggi potrebbe riconoscersi nel centro destra se non fosse che Berlusconi ha qualche pendenza con la giustizia e Di Pietro spera di rimanere l’ultimo leader credibile (?) dell’opposizione.


Poi c’è anche l’anomalia del Partito Socialista che non si sa in quanti partititi si è diviso, parte dei quali stanno con il centro destra, unico caso nel mondo.
Nel resto d’Europa ci sono due grandi coalizioni, una conservatrice, l’altra progressista, che si alternano al governo. Questo da molti anni, perché i partiti socialisti abbandonarono il marxismo e puntarono su una sinistra democratica e liberale.
In Italia ciò non è avvenuto. A suo tempo, Enrico Berlinguer, l’ultimo leader carismatico del PCI, si deve riconoscere, commise a mio parere un grande errore, quello di fare l’alleanza con la Democrazia Cristiana, invece di optare per l’alternativa di sinistra con i socialisti, mantenendo inoltre una certa ambiguità sulla questione del marxismo. Tutto questo si paga ancora e se a ciò si aggiunge la crisi morale ben evidente (ma il centro destra si astenga dalle prediche perché non sarebbe proprio il caso), credo che Berlusconi possa stare tranquillo perché continuerà a vincere le elezioni per un bel pezzo, facesse anche niente e lo facesse pure male.


E i laici e i liberalsocialisti? Pochissimi, certo. Cosa dovrebbero fare? La risposta potrebbe essere, fondare un nuovo partito di sinistra, laico e democratico, costituito da persone eticamente corrette, dotate di senso civico, un partito che riparta dalla idee di Godetti, dei fratelli Rosselli, del Partito d’Azione. Certo non è detto che un tale partito riuscirebbe a superare il quorum, perché la maggioranza in Italia è sempre stata a favore di una destra retriva.


Solo in Italia e in certi paesi musulmani chi è in qualche modo credente sente l'obbligo morale di imporre le proprie idee agli altri trasformandole in legge. Oggi abbiamo pure gli atei devoti, che pur di dimostrare un’appartenenza si servono di una religione in cui non credono.


Solo in Italia manca una coscienza nazionale e il patriottismo si limita o a manifestazioni esteriori come nelle partite di calcio o alla vuota e anacronistica retorica dei gruppi dell’estrema destra.


Solo in Italia la meritocrazia è una parolaccia e si assume solo per conoscenza anche gli incompetenti, purché amici e familiari degli amici, in quanto la nostra società è fondata sulla famiglia e sul tengo famiglia. E il clientelismo è sia di destra che di sinistra. Mi si dimostri che non è vero e che le assunzioni clientelari si fanno solo nelle amministrazioni di sinistra e che i fannulloni, come dice Brunetta, stanno tutti a sinistra. Certamente la sinistra avrebbe dovuto smettere da tempo di difendere attraverso i sindacati i vari scalda sedie, quelli che hanno solo diritti e niente doveri.


Ad ogni modo il danno è fatto.
Ma chi ormai non si riconosce più in alcun schieramento cosa può fare per dire la sua, a parte scrivere sui blog? Qualcuno ha delle idee?


 

2 commenti:

  1. Sono sostanzialmente d'accordo con te. Oggi che sono venute meno le appartenenze fideistiche e a sinistra ci sarebbe davvero un grosso spazio politico nel campo laico e liberalsocialista se non fossero sorti frettolosi equivoci: prima della Margherita e poi, ancor peggio, del PD. Il PD è una fusione a freddo che aveva messo insieme Odifreddi, propagandista dell'ateismo e la Binetti, ultracattolica dedita al cilicio ! Devo aggiungere e precisare che se nel bene e nel male (nel male perchè alla "fede" qualcuno ha sostituito la caccia al potere ed al quattrino vd. "la casta") se oggi non ci sono più le appartenenze fideistiche in qualche modo ci sono ancora abbastanza consistenti, sebbene in parte "degenerati", i retaggi politico-culturali a cui i soggetti "di buona volontà" possono ancora riferirsi. In sostanza penso che oggi la sinistra in Italia abbia spazio per suddividersi in 3 principali filoni: laicosocialistademocratico, cattolicosociale, socialmassimalista, con i verdi (oggi che c'è a sinistra una consapevolezza ambientale abbastanza diffusa e non necessitante di un partito ad hoc) distribuiti fra i suddetti 3.
    In quanto a Di Pietro è un soggetto che non giudicherei del tutto negativamente, certo ha poco ha a che fare, come riferimento ideale con la sinistra (è collettore di una "destra" antiberlusconiana che raccoglie giustizialisti, ex-montanelliani ecc. ecc.) ma si fa portatore di certi ideali di onestà che parte dei rappresentanti della sinistra hanno, ahimè, perso.
    Ciao
    COG

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  2. P.S. (ancora)

    Non ho niente da aggiungere oggi 22.12.2008 a quel commento, solo che il presidenzialismo in Italia, sotto l'egida Berlusconiana (tv e quant'altro) non potrà mai esser la stessa cosa del presidenzialismo francese o statunitense.
    State a vedere che, stante questa intelligente "sinistra" che ci ritroviamo, ci toccherà a sperare nello spirito democratico dell'on. Bossi o del Presidente Fini!
    COG

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domenica 21 dicembre 2008

LA CRISI DELLA SINISTRA - CHE FARE?

Il PD è nato dal mixage di ex-comunisti ed ex (?) democristiani. E questo la dice lunga. 


L’anomalia italiana colpisce ancora. Lo stato italiano si è formato molto tardi rispetto agli altri paesi europei. Noi dalla caduta dell’impero romano ad oggi siamo sempre stati invasi e siamo sempre stati disponibili ad accogliere l’invasore di turno. Manca ancora oggi una coscienza nazionale. E infatti quali sono stati i due grandi partiti che alla fine del secondo conflitto mondiale e fino agli anni ’90 hanno raccolto i consensi? Non a caso la DC e il PCI, che avevano come punto riferimento stati stranieri, il Vaticano e gli Usa per la prima, l’URSS per il secondo.


Quando è crollata la prima repubblica, la DC si è spalmata nei due nuovi schieramenti contrapposti, il centro- destra e il centro- sinistra. Infine l’unione tra Alleanza Nazionale (ex –fascisti) e Forza Italia, con l’appoggio esterno della Lega, nel centro – destra, l’unione tra Margherita (in larga parte ex DC) e DS (ex PCI – ex PDS) nel centro-sinistra. Ma almeno nel centro destra ci sono alcune idee comuni (che si possono sintetizzare nello slogan “Dio, patria, famiglia”), cosa c’è nel centro- sinistra non si sa.


Ora il Partito Democratico dopo la sconfitta nella campagna elettorale - risibile peraltro lo slogan “si può fare” che dopo la sconfitta si è prestato ad una serie di battute ironiche (ricordate “libero” che all’indomani delle elezioni titolava “Si può fare” FESTA!) e volete mettere la differenza con “WE CAN” (noi possiamo e si può fare hanno significati ben diversi a prescindere dai risultati) – si trova anche coinvolto in una grave crisi etica con vicende di malcostume politico che coinvolgono Parlamento, Regioni, Province e Comuni. Ma i vertici si stanno arroccando sulla difesa di indifendibili.


Quanto a Di Pietro, a prescindere dalla profonda ignoranza (è un contadino abruzzese che non si è mai acculturato – ma chi mai l’avrà laureato?), mi fa venire la bile solo a vederlo e a sentirlo parlare, non solo per le offese da brivido alla lingua italiana , ma perché non è certo un progressista, anzi, a mio parere, lui e chi lo vota fanno parte di un’Italia provinciale e retrograda che in passato poteva riconoscersi nella Democrazia Cristiana e che oggi potrebbe riconoscersi nel centro destra se non fosse che Berlusconi ha qualche pendenza con la giustizia e Di Pietro spera di rimanere l’ultimo leader credibile (?) dell’opposizione.


Poi c’è anche l’anomalia del Partito Socialista che non si sa in quanti partititi si è diviso, parte dei quali stanno con il centro destra, unico caso nel mondo.
Nel resto d’Europa ci sono due grandi coalizioni, una conservatrice, l’altra progressista, che si alternano al governo. Questo da molti anni, perché i partiti socialisti abbandonarono il marxismo e puntarono su una sinistra democratica e liberale.
In Italia ciò non è avvenuto. A suo tempo, Enrico Berlinguer, l’ultimo leader carismatico del PCI, si deve riconoscere, commise a mio parere un grande errore, quello di fare l’alleanza con la Democrazia Cristiana, invece di optare per l’alternativa di sinistra con i socialisti, mantenendo inoltre una certa ambiguità sulla questione del marxismo. Tutto questo si paga ancora e se a ciò si aggiunge la crisi morale ben evidente (ma il centro destra si astenga dalle prediche perché non sarebbe proprio il caso), credo che Berlusconi possa stare tranquillo perché continuerà a vincere le elezioni per un bel pezzo, facesse anche niente e lo facesse pure male.


E i laici e i liberalsocialisti? Pochissimi, certo. Cosa dovrebbero fare? La risposta potrebbe essere, fondare un nuovo partito di sinistra, laico e democratico, costituito da persone eticamente corrette, dotate di senso civico, un partito che riparta dalla idee di Godetti, dei fratelli Rosselli, del Partito d’Azione. Certo non è detto che un tale partito riuscirebbe a superare il quorum, perché la maggioranza in Italia è sempre stata a favore di una destra retriva.


Solo in Italia e in certi paesi musulmani chi è in qualche modo credente sente l'obbligo morale di imporre le proprie idee agli altri trasformandole in legge. Oggi abbiamo pure gli atei devoti, che pur di dimostrare un’appartenenza si servono di una religione in cui non credono.


Solo in Italia manca una coscienza nazionale e il patriottismo si limita o a manifestazioni esteriori come nelle partite di calcio o alla vuota e anacronistica retorica dei gruppi dell’estrema destra.


Solo in Italia la meritocrazia è una parolaccia e si assume solo per conoscenza anche gli incompetenti, purché amici e familiari degli amici, in quanto la nostra società è fondata sulla famiglia e sul tengo famiglia. E il clientelismo è sia di destra che di sinistra. Mi si dimostri che non è vero e che le assunzioni clientelari si fanno solo nelle amministrazioni di sinistra e che i fannulloni, come dice Brunetta, stanno tutti a sinistra. Certamente la sinistra avrebbe dovuto smettere da tempo di difendere attraverso i sindacati i vari scalda sedie, quelli che hanno solo diritti e niente doveri.


Ad ogni modo il danno è fatto.
Ma chi ormai non si riconosce più in alcun schieramento cosa può fare per dire la sua, a parte scrivere sui blog? Qualcuno ha delle idee?


 

2 commenti:

  1. Sono sostanzialmente d'accordo con te. Oggi che sono venute meno le appartenenze fideistiche e a sinistra ci sarebbe davvero un grosso spazio politico nel campo laico e liberalsocialista se non fossero sorti frettolosi equivoci: prima della Margherita e poi, ancor peggio, del PD. Il PD è una fusione a freddo che aveva messo insieme Odifreddi, propagandista dell'ateismo e la Binetti, ultracattolica dedita al cilicio ! Devo aggiungere e precisare che se nel bene e nel male (nel male perchè alla "fede" qualcuno ha sostituito la caccia al potere ed al quattrino vd. "la casta") se oggi non ci sono più le appartenenze fideistiche in qualche modo ci sono ancora abbastanza consistenti, sebbene in parte "degenerati", i retaggi politico-culturali a cui i soggetti "di buona volontà" possono ancora riferirsi. In sostanza penso che oggi la sinistra in Italia abbia spazio per suddividersi in 3 principali filoni: laicosocialistademocratico, cattolicosociale, socialmassimalista, con i verdi (oggi che c'è a sinistra una consapevolezza ambientale abbastanza diffusa e non necessitante di un partito ad hoc) distribuiti fra i suddetti 3.
    In quanto a Di Pietro è un soggetto che non giudicherei del tutto negativamente, certo ha poco ha a che fare, come riferimento ideale con la sinistra (è collettore di una "destra" antiberlusconiana che raccoglie giustizialisti, ex-montanelliani ecc. ecc.) ma si fa portatore di certi ideali di onestà che parte dei rappresentanti della sinistra hanno, ahimè, perso.
    Ciao
    COG

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  2. P.S. (ancora)

    Non ho niente da aggiungere oggi 22.12.2008 a quel commento, solo che il presidenzialismo in Italia, sotto l'egida Berlusconiana (tv e quant'altro) non potrà mai esser la stessa cosa del presidenzialismo francese o statunitense.
    State a vedere che, stante questa intelligente "sinistra" che ci ritroviamo, ci toccherà a sperare nello spirito democratico dell'on. Bossi o del Presidente Fini!
    COG

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