Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post

venerdì 13 marzo 2015

Un film d'antan, Aelita regina di Marte

Per caso, leggendo un articolo su Atlantide,  ho scoperto l'esistenza  di questo film sovietico del 1924, dal titolo "Aelita, regina di Marte", ovviamente muto, in bianco e nero, e, in questa versione, con didascalie in inglese.

La storia è ambientata nell'anno 1921.

Le radio del mondo intero captano un messaggio misterioso di sole tre parole di una lingua sconosciuta: "Anta… Adeli… Uta…".

Il segnale proviene da Marte dove un potente telescopio permette di osservare la vita su altri mondi. La Regina di Marte, Aelita, può così dare uno sguardo alla vita sulla terra. A Mosca un ingegnere, Los, che ha qualche problema con la moglie da cui crede di essere tradito, comincia a fantasticare sulla possibilità di raggiungere il pianeta da cui proviene il segnale. Riesce infine a costruire un'astronave con la quale, dopo aver ucciso la moglie in un accesso di gelosia, fuggirà su Marte insieme a un soldato in cerca di avventure e a un aspirante investigatore che gli dà la caccia per l'omicidio della

donna. Su Marte Los si innamorerà di Aelita, ma il soldato resosi conto che sul pianeta i lavoratori sono degli schiavi che vengono addirittura congelati quando non servono (magari a qualcuno anche qui oggi potrebbe sembrare un'ottima idea!!!) provoca una rivolta invitando gli schiavi a insorgere e a costituire l'Unione Sovietica di Marte (!), insomma un tentativo di esportare la rivoluzione d'ottobre su Marte. In un primo momento la regina, che ha un potere solo nominale, appoggia la rivolta, ma, appena eliminato il governatore del pianeta che deteneva il vero potere, tradisce i terrestri facendo fallire la rivoluzione. A questo punto Los si ritrova a Mosca, corre a casa, scopre di non aver ucciso la moglie che lo aspetta felice e innamorata, getta nel fuoco i disegni dell'astronave. E' stato solo un sogno.

Ma cosa c'entra Atlantide?

Nel corso degli eventi si scopre che la popolazione di Marte discende da terrestri partiti da Atlantide molto tempo prima.

Nel film non è molto chiaro o mi sono distratta, ma di ciò si parla nel romanzo da cui il film è tratto, "Aelita", pubblicato in URSS nel 1922 (edito nel 1982 in Italia, dagli Editori Riuniti  per l’antologia Noi della galassia), di Aleksej Nikolaevic Tolstoj (1883 - 1945), lontano parente del più celebre Lev Nikolaevic Tolstoj.

Non ho letto il romanzo, che voglio cercare, ma sembra che il film sia molto diverso.

Intanto, a differenza del romanzo, il film ha una lunga sezione che si svolge sulla Terra,  piuttosto noiosa e certamente sproporzionata per un film di fantascienza, ma  interessante perché documenta in modo molto realista l’ambiente sociale di Mosca nei primi anni dopo la rivoluzione, con la povertà, i problemi di approvvigionamento, il mercato nero, i corrotti, i nostalgici della vita precedente che si incontrano in feste clandestine.   

Inoltre nel film le vicissitudini di Los e compagni su Marte si dimostrano solo un sogno, non così nel romanzo che ha anche un finale tragico perché la rivolta su Marte fallisce e Los viene ucciso insieme alla regina di cui si è innamorato.

Nel complesso il film mi è parso un "pot-pourri" di generi, dalla commedia romantica, al film sociale e di propaganda (che oggi appare involontariamente satirico) fino alla fantascienza che si esplica soprattutto nella parte finale.

Sembra che circoli soprattutto nella versione ridotta di 70 minuti, ma io mi sono beccata quella originale di due ore con didascalie in inglese. https://youtu.be/je1bIhS-7G8

Il regista, Jakov Protazanov, che aveva all'attivo molti film girati prima della rivoluzione,  nel 1919 era fuggito dall’Unione Sovietica, lavorando per alcuni anni in Francia e Germania, ma nel 1923 aveva deciso di far ritorno in patria.

Nella Russia rivoluzionaria, dove il romanzo di Aleksej Nikolaevic Tolstoj aveva destato grande entusiasmo popolare e molta attenzione da parte delle autorità, ci fu grande attesa anche per il film, la cui lavorazione durò un anno e mezzo, e che doveva essere un "colossal" destinato principalmente all’esportazione. Ma, nonostante le intenzioni dei produttori, ebbe tuttavia scarsa diffusione nei paesi dell’Europa occidentale, dove fu ostacolato dalla censura per ragioni politiche, mentre in Unione Sovietica circolò poco perché ebbe una pessima critica e fu avversato dalle autorità che lo considerarono una distrazione futile "all’occidentale" che mette al centro  il sogno di un borghesuccio.

A mio parere è abbastanza noioso ma è interessante per l'ottima fotografia che si riconosce ancora dopo tanti anni e per il contrasto tra il realismo della prima parte che documenta la vita a Mosca nei primi anni dopo la rivoluzione e i costumi e le scenografie della parte ambientata su Marte ideati dagli artisti dell'avanguardia costruttivista.



Ad ogni modo la frase "Let's meet tonight at the tower of radiant energy (incontriamoci stanotte alla torre dell'energia radiante)" è molto romantica!

Nel complesso film vedibile  per gli amanti del cinema "vintage".

Pubblicato anche sul blog: Avalon e dintorni

Fonti: 

http://it.wikipedia.org/wiki/Aelita_%28film%29

http://digilander.libero.it/abydosgate/html/sf/24.htm



lunedì 7 ottobre 2013

Gravity - Perduti nello spazio

Ieri sono andata a vedere Gravity, il film di Alfonso Cuaròn che ha aperto l'ultima mostra del cinema di Venezia riscuotendo ampi consensi.

Nonostante le critiche generalmente positive temevo che fosse un film un po' claustrofobico, con due astronauti, il capo della missione (George Clooney) e un ingegnere biomedico (Sandra Bullock), che, dopo un terribile incidente che ha distrutto una navetta, l'intera stazione spaziale e ucciso tutti i compagni,  fluttuano alla deriva nello spazio con scarse speranze di tornare sulla Terra. Invece mi è piaciuto davvero: 90 minuti di suspense e scene spettacolari. Sicuramente aiuta anche lo schermo grande  e il 3D.  Forse in televisione non farebbe lo stesso effetto. 

Il film è anche  la storia di una rinascita. L'ingegnere bio-medico interpretato dalla Bullock, alla fine rimasta unica superstite, dopo essere riuscita ad aver ragione di tutti gli ostacoli e, contro ogni previsione, a salvarsi, raggiungendo la stazione spaziale cinese (mi ero persa la notizia che anche i cinesi ne hanno una, si chiama Tiangong 1 e  significa "Palazzo del paradiso") e quindi la navetta cargo attraccata alla stazione che la riporterà sulla Terra, comprende che deve lasciarsi indietro il proprio passato traumatico, il proprio lutto, e ricominciare a vivere davvero.  

Nella critica che riporto si parla addirittura di un parto che sarebbe suggerito da "certi palesi rimandi concettuali per immagini" (lo stato fetale della Bullock dentro la capsula, i numerosi "cordoni ombelicali", rappresentati dai cavi che reggono gli astronauti fuori della navetta, la scenografica caduta di detriti che, a contatto con l’atmosfera terrestre, rievocano la folle corsa degli spermatozoi in prossimità dell’atto della fecondazione!), anche se mi pare un po' troppo, ma chissà...  

Per completezza d'informazione c'è  anche da dire che, nonostante il generale apprezzamento della critica,  dal punto di vista scientifico ci sarebbero alcuni madornali errori, come spiega questo articolo. 

 In ogni caso a prescindere dal fatto che non sono in grado di capire se e quanto gravi siano questi errori, non cambio idea. Un film piace se è in grado di suscitare emozioni e riflessioni.


lunedì 3 giugno 2013

La noia

Sulla noia credo di aver riempito pagine dei miei diari di quando ero giovane e non c'erano internet, i blog  e i social network per lamentarsi.

Mi annoiavo allora, mi annoio oggi. Per un po' mi diverto a fare qualcosa, poi mi interessa sempre meno, quindi l'abbandono. L'ultima trovata: commentare i talk show su Twitter. Più o meno ci ho passato l'inverno e anche la primavera (sempre che ci sia  stata la primavera quest'anno).

Ecco l'ennesimo temporale. Stavo in pensiero, perché mi sembra che ieri non abbia piovuto e nemmeno a oggi, fino a poco fa. 

E poi sono quasi 18 giorni che mi fa male il piede destro a causa di una distorsione. L'ortopedico ha detto che ci vorrà ancora un mese. Ottimo!

Credo di non aver fatto più un viaggio dal 2011 e sempre al 2011 risale l'ultima vacanza al mare.

Anche Ciri, il mio gatto, si annoia.

Del lavoro, meglio non parlare. 

Uomini? L'ultimo risale al periodo 2009-2010.

In un articolo del 28 maggio sul Fatto Quotidiano a firma di Nadia Somma e Mario De Meglie che voleva indagare le motivazioni che inducono gli uomini e pagarsi una prostituta, quale surrogato dell'amore, ho trovato questa frase che credo valga per tutti, uomini e donne:
"Viviamo immersi nelle relazioni, tutte molto diverse tra di loro, alcune più soddisfacenti, altre meno, ma sono le relazioni intime con l’altro sesso (o il proprio) quelle che fanno principalmente da supporto al nostro benessere individuale. Senza nulla togliere al resto del mondo, è principalmente con accanto una compagna o un compagno che abbiamo migliori possibilità di sentirci parte di un qualcosa che sappiamo esserci “nella buona e nella cattiva sorte”, almeno finché la coppia funziona."

Già, ma è proprio vero? Dovrei rifletterci. Francamente se altri si prendessero la briga di trovarmi un uomo potrei riprovare, ma fare qualcosa per cercarne uno è al di là delle mie possibilità, ammesso che ci sia un uomo libero e non completamente guasto da qualche parte.

Per fortuna ci sono i libri. Sto leggendo "City", un romanzo di fantascienza di Clifford D.Simak, ove si parla di un futuro in cui l'umanità è scomparsa, emigrata su Giove, e la specie dominante sulla Terra è quella canina. Per i cani l'uomo è una specie mitologica di cui narrare davanti al focolare, quando le fiamme bruciano alte e il vento spira da Nord. Essi si pongono domande su cosa fosse esattamente un essere umano, come fossero fatte le città e cosa fosse la guerra. Domande senza risposta, come quelle che alcuni di noi si fanno su Atlantide e altre civiltà scomparse o sugli extraterrestri che ci avrebbero visitato in passato e sarebbero stati scambiati per dei. 
Alla fine anche i cani se ne dovranno andare altrove e la Terra sarà ereditata dalle formiche.

E i film. L'altra sera ho trovato su You Tube un film francese del 1996, diretto  da Coline Serreau che ne è anche l'interprete principale, dal titolo "Il pianeta verde" in cui si narra di un pianeta i cui abitanti hanno abbandonato la  tecnologia e vivono in armonia con la natura. Avendo sviluppato tuttavia grandi capacità mentali possono ugualmente viaggiare su altri mondi. 
Così durante l'ultima assemblea plenaria che, come ogni anno, viene convocata sul pianeta, si decide di mandare un inviato sulla Terra per controllare a che punto sia arrivato il processo evolutivo. L'ultima ricognizione risale all'epoca napoleonica e, considerato che gli abitanti del pianeta verde vivono oltre 200 anni, è ancora vivo uno di coloro che vi parteciparono. Nessuno vorrebbe andare perché il pianeta è considerato troppo arretrato. Alla fine si offre volontaria Mila che nasconde un segreto: la madre era una terrestre. 
Il film non è un capolavoro, ma, anche attraverso la comicità, riesce a fare una ingenua critica della civiltà industriale, della burocrazia, dello sfruttamento senza freni delle risorse del pianeta, e di un benessere solo apparente.  Godibile.



Ecco ora c'è qualcuno che mi cerca su Facebook, ma io non ne ho voglia, però chiudere il collegamento è un po' come sbattere la porta in faccia e non si può fare. Ora gli rispondo e gli dico che vado a dormire. Ma perché sono sempre più asociale? Forse perché dopo aver cercato per anni persone con le quali stare bene insieme, un compagno, ma anche degli amici, ormai non ci credo più.

venerdì 18 dicembre 2009

Un UFO a forma di Piramide vola sul Cremlino



Allarme ufo in Russia. Una gintesca piramide sorvola il Cremlino per delle ore. Le immagini sono state riprese da due amatori e poi caricate su Youtube dove stanno raccogliendo un clamoroso successo di clic. La notizia è stata ripresa da diversi giornali italiani tra cui il Corriere della Sera.


Ritrovata Atlantide?

Un gruppo di archeologi ha scoperto le rovine di una grande città antica sui fondali del Mar dei Caraibi  che secondo alcune indiscrezioni sarebbe antecedente alle piramidi di Giza, in Egitto, e la cui ubicazione rimane per il momento segreta. La notizia, pubblicata in esclusiva dal giornale parigino in lingua inglese Herald de Paris, è stata subito rilanciata dai siti web americani e pubblicata in Italia anche dal Corriere della Sera.  Le immagini satellitari della città sono state pubblicate sul sito web del quotidiano. "Abbiamo trovato una struttura simile a una piramide alta e sottile - racconta il capo della spedizione -, e persino una costruzione con pali paralleli in piedi e travi fra le macerie di ciò che sembra un edificio in rovina." Gli scopritori non parlano di Atlantide ma di una antichissima civiltà marinara molto avanzata.  



lunedì 13 ottobre 2008

Paura della crisi globale? Ecco cosa disse John Titor





Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, per cinque mesi, qualcuno usando prima il nick Timetravel_0, poi il nome di John Titor , comparve su un forum (bbs.artbell.com) sostenendo di essere un soldato del 2036 inviato nel 1975 per recuperare un computer IBM 5100 portatile le cui caratteristiche particolari erano note solo alla casa costruttrice, cosa peraltro confermata da uno dei tecnici che progettò il computer ammettendo la caratteristica particolare del pc, cioè la possibilità di interpretare 2 linguaggi.


Nel breve periodo di “permanenza nel nostro tempo” raccontò di avvenimenti futuri preoccupanti che sarebbero sfociati in una guerra nucleare globale molto breve ma devastante nel 2015.



Per chi ne vuol sapere di più può visitare questi siti o digitare “John Titor” su un motore di ricerca:





 

 

Ora probabilmente si è trattato di qualcuno che si è divertito.

Sembra comunque che il sedicente viaggiatore temporale avesse discrete conoscenze scientifiche e buone capacità di analisi della società e dei suoi possibili sviluppi. Molti degli avvenimenti da lui narrati non si sono realizzati, ma qualcosa ha indovinato e del resto se la sua linea temporale fosse diversa dalla nostra, gli avvenimenti del suo mondo potrebbero essere simili a quelli del nostro al 98%, ma non uguali.

 

Ad ogni modo ecco cosa disse del 2008:

“Il 2008 è l'anno entro il quale chiunque si renderà conto che il mondo in cui pensavano di vivere è ormai finito”

 

 

 

 

martedì 9 settembre 2008

Domani la fine del mondo ?

Riapro questo blog sul quale non scrivo da tanto tempo, perché non mi posso perdere l’occasione.

Insomma la fine del mondo non è roba da poco, anche se, nel caso, di questo blog non rimarrebbe niente e quindi questo post non avrebbe senso! Del resto non rimarrebbe niente di tutto quanto è stato realizzato dall’ingegno umano nel corso di millenni, cosa ben più grave e angosciante.


Rinvio anche alla prima pagina del mio sito “Avalon e dintorni” dove ho riportato un articolo dell’AGI (Agenzia Italia) sempre sull’argomento.

Poiché non ho tempo, perché mi devo vedere lo sceneggiato su canale 5  con Gabriel Garko (mica mi posso perdere un maschio così, specialmente se domani finisse il mondo!), mi limito a riportare un articolo dal sito on line della Stampa dell’8 settembre a firma di Piero Banucci con il quale concordo e nel quale si sostiene che si tratta di immotivate paure.

L'ESPERIMENTO AL CERN FA PAURA COME LE ANTICHE LEGGENDE




Un buco nero assorbirà la Terra? Storia di un allarme e altre fandonie



Mercoledì a Ginevra 500 giornalisti di tutto il mondo vedranno animarsi l’Oracolo. La Bbc trasmetterà in diretta l’evento e tutti potremo seguirlo sul web. L’Oracolo è il più grande e potente acceleratore di particelle del mondo, occupa un tunnel lungo 27 chilometri a 100 metri di profondità sul confine tra Francia e Svizzera. L’hanno costruito i tremila fisici del Cern (Consiglio europeo ricerca nucleare) spendendo 8 miliardi di euro messi a disposizione da venti Paesi.


Il nome tecnico è Lhc, Large Hadron Collider, ma Oracolo non è una esagerazione. Questa macchina deve rispondere alle domande più profonde della fisica. Noi esistiamo perché la materia ha una massa, ma non si sa che cosa conferisca la massa alle particelle elementari. Pare che a farlo sia la «madre di tutte le particelle», il bosone di Higgs, detto anche «particella di Dio». L’Oracolo dovrà sciogliere l’enigma. E altri enigmi non meno ardui. Com’era il cosmo un miliardesimo di secondo dopo il Big Bang? Perché l’universo è fatto solo di materia e non di antimateria? Che cosa sono la materia e l’energia oscure che sembrano costituire il 95 per cento di tutto ciò che esiste?


Le risposte usciranno da due fasci di protoni che si scontreranno con la più alta energia mai generata dall’uomo. Siamo alla vigilia della rivelazione. Ma c’è chi teme sia la vigilia dell’apocalisse. Un oscuro chimico tedesco, Otto Rossler della Karls University, ha chiesto alla Corte europea dei diritti umani di fermare Lhc perché potrebbe produrre un mini-buco nero in grado di inghiottire la Terra intera. Lo stesso spauracchio agita Francesco Calogero, un fisico dell’Università di Roma. Mursia pubblica un romanzo che anticipa il disastro. L’autore è Angelo Paratico. Di lui si sa che è milanese, vive a Hong Kong e colleziona ceramiche orientali. Il suo eroe si salva con un po’ di antimateria che porta in una valigetta (!) grazie alla quale si trasferisce in un altro universo prima che la Terra sia fagocitata dal buco nero «made in Cern».


Non sorridete. Il web formicola di blog e milioni di persone sono terrorizzate. Pochi sanno che i raggi cosmici raggiungono energie un milione di volte quelle di Lhc, che i calcoli di fisici illustri come John Ellis escludono l’ipotesi buco nero, che un esperimento simile si è già fatto al Laboratorio di Brookhaven negli Stati Uniti e la Terra sopravvive. La paura della fine del mondo è sempre in agguato, i profeti di sventure non sono mai mancati e neppure gli ingenui che abboccano. La scienza stessa oggi fatica a distinguersi dalla pseudoscienza e, con l’aiuto di un giornalismo superficiale, si moltiplicano le catastrofi ipotizzabili sulla base di dati mal compresi.


Il terrore per l’Anno Mille è una invenzione dei posteri: all’epoca nessuno sapeva in quale anno si vivesse. Molti altri allarmi però sono storicamente documentati: ce ne furono più di cento a cominciare da quello che lanciò nel 992 Bernardo di Turingia. Una caratteristica delle Cassandre è la precisione con cui l’apocalisse viene prevista. Il matematico tedesco Michael Stifel l’annunciò per le 8 di mattina del 18 ottobre 1533, il fanatico religioso William Bell puntò sul 5 aprile 1761. Il primo rischiò il linciaggio, il secondo finì in manicomio. Per fortuna oggi c’è più tolleranza.


Innumerevoli sono le apocalissi previste dai Testimoni di Geova e dai Mormoni. Il sismologo Alberto Porta la calcolò per il 1919, il medico Elio Bianco per il 14 luglio 1960. Nel 1980 Jenser e Gaines, capi di una setta americana, convinsero centinaia di seguaci a chiudersi in un loro bunker ad attendere il giudizio universale. Nel 1992 il reverendo Lee Jang Lim coinvolse 150 mila fedeli coreani nell’isteria della fine del mondo e li truffò per un totale di 4 milioni di dollari (però finì in galera).


Al momento la fine del mondo più prossima è attesa per il 21 dicembre del 2012. La data discende da calcoli fatti sul calendario Maya, la catastrofe si verificherebbe per un cambiamento dell’inclinazione dell’asse della Terra rispetto al piano dell’orbita. Un argomento portato dai sostenitori dell’apocalisse Maya è che il campo magnetico della Terra è in graduale diminuzione. Cosa vera, ma è anche vero che nelle ere geologiche il campo magnetico si è invertito molte volte, l’ultima 700 mila anni fa.


Più fondato è l’allarme per l’asteroide 99942 Apophis, un corpo roccioso dal diametro di 320 metri che incrocia l’orbita della Terra. Scoperto il 19 giugno 2004, Apophis passerà molto vicino al nostro pianeta il 13 aprile 2029 (un venerdì) e nel 2036, quando si troverà ad appena 36 mila chilometri da noi, la distanza dei satelliti geostazionari. L’impatto sarebbe pari all’esplosione di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima. All’inizio la Nasa stimò la probabilità di collisione in 1 su 300. Davvero allarmante. Poi la faccenda si è ridimensionata grazie a dati più precisi e ora si parla di 1 su 45 mila. Ad ogni buon conto l’ex astronauta Rusty Schweickart progetta una task force per deviarlo.


L’anno 2000 con la sua cifra tonda ha alimentato soprattutto due paure: il collasso della civiltà per il «baco» dei computer in quanto i vecchi software, indicando la data con due sole cifre, davanti agli zeri sarebbero impazziti, e la catastrofe planetaria dovuta a un allineamento di cinque pianeti. Il baco fu prevenuto e l’allineamento ovviamente non fece danni: tutti i pianeti insieme esercitano un’attrazione che è meno di un millesimo di quella del Sole e della Luna.


Negli Anni 80 tenne banco la fine del mondo da «inverno nucleare», molto pubblicizzata dal fisico Antonino Zichichi negli incontri del Centro Majorana di Erice. Gli strateghi almanaccavano un attacco nucleare globale e il cambiamento climatico avrebbe stroncato anche i pochi sopravvissuti nei rifugi.


Apocalissi biologiche si sono temute per le epidemie della malattia di «mucca pazza» e di aviaria. Sulla prima si è esagerato. Nel secondo caso il rischio non è da sottovalutare. Ma finora la peggior pandemia rimane quella della «spagnola» del 1919. Nonostante tutto, siamo ancora qui. E fidatevi: certamente ci saremo ancora mercoledì sera.

Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post

venerdì 13 marzo 2015

Un film d'antan, Aelita regina di Marte

Per caso, leggendo un articolo su Atlantide,  ho scoperto l'esistenza  di questo film sovietico del 1924, dal titolo "Aelita, regina di Marte", ovviamente muto, in bianco e nero, e, in questa versione, con didascalie in inglese.

La storia è ambientata nell'anno 1921.

Le radio del mondo intero captano un messaggio misterioso di sole tre parole di una lingua sconosciuta: "Anta… Adeli… Uta…".

Il segnale proviene da Marte dove un potente telescopio permette di osservare la vita su altri mondi. La Regina di Marte, Aelita, può così dare uno sguardo alla vita sulla terra. A Mosca un ingegnere, Los, che ha qualche problema con la moglie da cui crede di essere tradito, comincia a fantasticare sulla possibilità di raggiungere il pianeta da cui proviene il segnale. Riesce infine a costruire un'astronave con la quale, dopo aver ucciso la moglie in un accesso di gelosia, fuggirà su Marte insieme a un soldato in cerca di avventure e a un aspirante investigatore che gli dà la caccia per l'omicidio della

donna. Su Marte Los si innamorerà di Aelita, ma il soldato resosi conto che sul pianeta i lavoratori sono degli schiavi che vengono addirittura congelati quando non servono (magari a qualcuno anche qui oggi potrebbe sembrare un'ottima idea!!!) provoca una rivolta invitando gli schiavi a insorgere e a costituire l'Unione Sovietica di Marte (!), insomma un tentativo di esportare la rivoluzione d'ottobre su Marte. In un primo momento la regina, che ha un potere solo nominale, appoggia la rivolta, ma, appena eliminato il governatore del pianeta che deteneva il vero potere, tradisce i terrestri facendo fallire la rivoluzione. A questo punto Los si ritrova a Mosca, corre a casa, scopre di non aver ucciso la moglie che lo aspetta felice e innamorata, getta nel fuoco i disegni dell'astronave. E' stato solo un sogno.

Ma cosa c'entra Atlantide?

Nel corso degli eventi si scopre che la popolazione di Marte discende da terrestri partiti da Atlantide molto tempo prima.

Nel film non è molto chiaro o mi sono distratta, ma di ciò si parla nel romanzo da cui il film è tratto, "Aelita", pubblicato in URSS nel 1922 (edito nel 1982 in Italia, dagli Editori Riuniti  per l’antologia Noi della galassia), di Aleksej Nikolaevic Tolstoj (1883 - 1945), lontano parente del più celebre Lev Nikolaevic Tolstoj.

Non ho letto il romanzo, che voglio cercare, ma sembra che il film sia molto diverso.

Intanto, a differenza del romanzo, il film ha una lunga sezione che si svolge sulla Terra,  piuttosto noiosa e certamente sproporzionata per un film di fantascienza, ma  interessante perché documenta in modo molto realista l’ambiente sociale di Mosca nei primi anni dopo la rivoluzione, con la povertà, i problemi di approvvigionamento, il mercato nero, i corrotti, i nostalgici della vita precedente che si incontrano in feste clandestine.   

Inoltre nel film le vicissitudini di Los e compagni su Marte si dimostrano solo un sogno, non così nel romanzo che ha anche un finale tragico perché la rivolta su Marte fallisce e Los viene ucciso insieme alla regina di cui si è innamorato.

Nel complesso il film mi è parso un "pot-pourri" di generi, dalla commedia romantica, al film sociale e di propaganda (che oggi appare involontariamente satirico) fino alla fantascienza che si esplica soprattutto nella parte finale.

Sembra che circoli soprattutto nella versione ridotta di 70 minuti, ma io mi sono beccata quella originale di due ore con didascalie in inglese. https://youtu.be/je1bIhS-7G8

Il regista, Jakov Protazanov, che aveva all'attivo molti film girati prima della rivoluzione,  nel 1919 era fuggito dall’Unione Sovietica, lavorando per alcuni anni in Francia e Germania, ma nel 1923 aveva deciso di far ritorno in patria.

Nella Russia rivoluzionaria, dove il romanzo di Aleksej Nikolaevic Tolstoj aveva destato grande entusiasmo popolare e molta attenzione da parte delle autorità, ci fu grande attesa anche per il film, la cui lavorazione durò un anno e mezzo, e che doveva essere un "colossal" destinato principalmente all’esportazione. Ma, nonostante le intenzioni dei produttori, ebbe tuttavia scarsa diffusione nei paesi dell’Europa occidentale, dove fu ostacolato dalla censura per ragioni politiche, mentre in Unione Sovietica circolò poco perché ebbe una pessima critica e fu avversato dalle autorità che lo considerarono una distrazione futile "all’occidentale" che mette al centro  il sogno di un borghesuccio.

A mio parere è abbastanza noioso ma è interessante per l'ottima fotografia che si riconosce ancora dopo tanti anni e per il contrasto tra il realismo della prima parte che documenta la vita a Mosca nei primi anni dopo la rivoluzione e i costumi e le scenografie della parte ambientata su Marte ideati dagli artisti dell'avanguardia costruttivista.



Ad ogni modo la frase "Let's meet tonight at the tower of radiant energy (incontriamoci stanotte alla torre dell'energia radiante)" è molto romantica!

Nel complesso film vedibile  per gli amanti del cinema "vintage".

Pubblicato anche sul blog: Avalon e dintorni

Fonti: 

http://it.wikipedia.org/wiki/Aelita_%28film%29

http://digilander.libero.it/abydosgate/html/sf/24.htm



lunedì 7 ottobre 2013

Gravity - Perduti nello spazio

Ieri sono andata a vedere Gravity, il film di Alfonso Cuaròn che ha aperto l'ultima mostra del cinema di Venezia riscuotendo ampi consensi.

Nonostante le critiche generalmente positive temevo che fosse un film un po' claustrofobico, con due astronauti, il capo della missione (George Clooney) e un ingegnere biomedico (Sandra Bullock), che, dopo un terribile incidente che ha distrutto una navetta, l'intera stazione spaziale e ucciso tutti i compagni,  fluttuano alla deriva nello spazio con scarse speranze di tornare sulla Terra. Invece mi è piaciuto davvero: 90 minuti di suspense e scene spettacolari. Sicuramente aiuta anche lo schermo grande  e il 3D.  Forse in televisione non farebbe lo stesso effetto. 

Il film è anche  la storia di una rinascita. L'ingegnere bio-medico interpretato dalla Bullock, alla fine rimasta unica superstite, dopo essere riuscita ad aver ragione di tutti gli ostacoli e, contro ogni previsione, a salvarsi, raggiungendo la stazione spaziale cinese (mi ero persa la notizia che anche i cinesi ne hanno una, si chiama Tiangong 1 e  significa "Palazzo del paradiso") e quindi la navetta cargo attraccata alla stazione che la riporterà sulla Terra, comprende che deve lasciarsi indietro il proprio passato traumatico, il proprio lutto, e ricominciare a vivere davvero.  

Nella critica che riporto si parla addirittura di un parto che sarebbe suggerito da "certi palesi rimandi concettuali per immagini" (lo stato fetale della Bullock dentro la capsula, i numerosi "cordoni ombelicali", rappresentati dai cavi che reggono gli astronauti fuori della navetta, la scenografica caduta di detriti che, a contatto con l’atmosfera terrestre, rievocano la folle corsa degli spermatozoi in prossimità dell’atto della fecondazione!), anche se mi pare un po' troppo, ma chissà...  

Per completezza d'informazione c'è  anche da dire che, nonostante il generale apprezzamento della critica,  dal punto di vista scientifico ci sarebbero alcuni madornali errori, come spiega questo articolo. 

 In ogni caso a prescindere dal fatto che non sono in grado di capire se e quanto gravi siano questi errori, non cambio idea. Un film piace se è in grado di suscitare emozioni e riflessioni.


lunedì 3 giugno 2013

La noia

Sulla noia credo di aver riempito pagine dei miei diari di quando ero giovane e non c'erano internet, i blog  e i social network per lamentarsi.

Mi annoiavo allora, mi annoio oggi. Per un po' mi diverto a fare qualcosa, poi mi interessa sempre meno, quindi l'abbandono. L'ultima trovata: commentare i talk show su Twitter. Più o meno ci ho passato l'inverno e anche la primavera (sempre che ci sia  stata la primavera quest'anno).

Ecco l'ennesimo temporale. Stavo in pensiero, perché mi sembra che ieri non abbia piovuto e nemmeno a oggi, fino a poco fa. 

E poi sono quasi 18 giorni che mi fa male il piede destro a causa di una distorsione. L'ortopedico ha detto che ci vorrà ancora un mese. Ottimo!

Credo di non aver fatto più un viaggio dal 2011 e sempre al 2011 risale l'ultima vacanza al mare.

Anche Ciri, il mio gatto, si annoia.

Del lavoro, meglio non parlare. 

Uomini? L'ultimo risale al periodo 2009-2010.

In un articolo del 28 maggio sul Fatto Quotidiano a firma di Nadia Somma e Mario De Meglie che voleva indagare le motivazioni che inducono gli uomini e pagarsi una prostituta, quale surrogato dell'amore, ho trovato questa frase che credo valga per tutti, uomini e donne:
"Viviamo immersi nelle relazioni, tutte molto diverse tra di loro, alcune più soddisfacenti, altre meno, ma sono le relazioni intime con l’altro sesso (o il proprio) quelle che fanno principalmente da supporto al nostro benessere individuale. Senza nulla togliere al resto del mondo, è principalmente con accanto una compagna o un compagno che abbiamo migliori possibilità di sentirci parte di un qualcosa che sappiamo esserci “nella buona e nella cattiva sorte”, almeno finché la coppia funziona."

Già, ma è proprio vero? Dovrei rifletterci. Francamente se altri si prendessero la briga di trovarmi un uomo potrei riprovare, ma fare qualcosa per cercarne uno è al di là delle mie possibilità, ammesso che ci sia un uomo libero e non completamente guasto da qualche parte.

Per fortuna ci sono i libri. Sto leggendo "City", un romanzo di fantascienza di Clifford D.Simak, ove si parla di un futuro in cui l'umanità è scomparsa, emigrata su Giove, e la specie dominante sulla Terra è quella canina. Per i cani l'uomo è una specie mitologica di cui narrare davanti al focolare, quando le fiamme bruciano alte e il vento spira da Nord. Essi si pongono domande su cosa fosse esattamente un essere umano, come fossero fatte le città e cosa fosse la guerra. Domande senza risposta, come quelle che alcuni di noi si fanno su Atlantide e altre civiltà scomparse o sugli extraterrestri che ci avrebbero visitato in passato e sarebbero stati scambiati per dei. 
Alla fine anche i cani se ne dovranno andare altrove e la Terra sarà ereditata dalle formiche.

E i film. L'altra sera ho trovato su You Tube un film francese del 1996, diretto  da Coline Serreau che ne è anche l'interprete principale, dal titolo "Il pianeta verde" in cui si narra di un pianeta i cui abitanti hanno abbandonato la  tecnologia e vivono in armonia con la natura. Avendo sviluppato tuttavia grandi capacità mentali possono ugualmente viaggiare su altri mondi. 
Così durante l'ultima assemblea plenaria che, come ogni anno, viene convocata sul pianeta, si decide di mandare un inviato sulla Terra per controllare a che punto sia arrivato il processo evolutivo. L'ultima ricognizione risale all'epoca napoleonica e, considerato che gli abitanti del pianeta verde vivono oltre 200 anni, è ancora vivo uno di coloro che vi parteciparono. Nessuno vorrebbe andare perché il pianeta è considerato troppo arretrato. Alla fine si offre volontaria Mila che nasconde un segreto: la madre era una terrestre. 
Il film non è un capolavoro, ma, anche attraverso la comicità, riesce a fare una ingenua critica della civiltà industriale, della burocrazia, dello sfruttamento senza freni delle risorse del pianeta, e di un benessere solo apparente.  Godibile.



Ecco ora c'è qualcuno che mi cerca su Facebook, ma io non ne ho voglia, però chiudere il collegamento è un po' come sbattere la porta in faccia e non si può fare. Ora gli rispondo e gli dico che vado a dormire. Ma perché sono sempre più asociale? Forse perché dopo aver cercato per anni persone con le quali stare bene insieme, un compagno, ma anche degli amici, ormai non ci credo più.

venerdì 18 dicembre 2009

Un UFO a forma di Piramide vola sul Cremlino



Allarme ufo in Russia. Una gintesca piramide sorvola il Cremlino per delle ore. Le immagini sono state riprese da due amatori e poi caricate su Youtube dove stanno raccogliendo un clamoroso successo di clic. La notizia è stata ripresa da diversi giornali italiani tra cui il Corriere della Sera.


Ritrovata Atlantide?

Un gruppo di archeologi ha scoperto le rovine di una grande città antica sui fondali del Mar dei Caraibi  che secondo alcune indiscrezioni sarebbe antecedente alle piramidi di Giza, in Egitto, e la cui ubicazione rimane per il momento segreta. La notizia, pubblicata in esclusiva dal giornale parigino in lingua inglese Herald de Paris, è stata subito rilanciata dai siti web americani e pubblicata in Italia anche dal Corriere della Sera.  Le immagini satellitari della città sono state pubblicate sul sito web del quotidiano. "Abbiamo trovato una struttura simile a una piramide alta e sottile - racconta il capo della spedizione -, e persino una costruzione con pali paralleli in piedi e travi fra le macerie di ciò che sembra un edificio in rovina." Gli scopritori non parlano di Atlantide ma di una antichissima civiltà marinara molto avanzata.  



lunedì 13 ottobre 2008

Paura della crisi globale? Ecco cosa disse John Titor





Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, per cinque mesi, qualcuno usando prima il nick Timetravel_0, poi il nome di John Titor , comparve su un forum (bbs.artbell.com) sostenendo di essere un soldato del 2036 inviato nel 1975 per recuperare un computer IBM 5100 portatile le cui caratteristiche particolari erano note solo alla casa costruttrice, cosa peraltro confermata da uno dei tecnici che progettò il computer ammettendo la caratteristica particolare del pc, cioè la possibilità di interpretare 2 linguaggi.


Nel breve periodo di “permanenza nel nostro tempo” raccontò di avvenimenti futuri preoccupanti che sarebbero sfociati in una guerra nucleare globale molto breve ma devastante nel 2015.



Per chi ne vuol sapere di più può visitare questi siti o digitare “John Titor” su un motore di ricerca:





 

 

Ora probabilmente si è trattato di qualcuno che si è divertito.

Sembra comunque che il sedicente viaggiatore temporale avesse discrete conoscenze scientifiche e buone capacità di analisi della società e dei suoi possibili sviluppi. Molti degli avvenimenti da lui narrati non si sono realizzati, ma qualcosa ha indovinato e del resto se la sua linea temporale fosse diversa dalla nostra, gli avvenimenti del suo mondo potrebbero essere simili a quelli del nostro al 98%, ma non uguali.

 

Ad ogni modo ecco cosa disse del 2008:

“Il 2008 è l'anno entro il quale chiunque si renderà conto che il mondo in cui pensavano di vivere è ormai finito”

 

 

 

 

martedì 9 settembre 2008

Domani la fine del mondo ?

Riapro questo blog sul quale non scrivo da tanto tempo, perché non mi posso perdere l’occasione.

Insomma la fine del mondo non è roba da poco, anche se, nel caso, di questo blog non rimarrebbe niente e quindi questo post non avrebbe senso! Del resto non rimarrebbe niente di tutto quanto è stato realizzato dall’ingegno umano nel corso di millenni, cosa ben più grave e angosciante.


Rinvio anche alla prima pagina del mio sito “Avalon e dintorni” dove ho riportato un articolo dell’AGI (Agenzia Italia) sempre sull’argomento.

Poiché non ho tempo, perché mi devo vedere lo sceneggiato su canale 5  con Gabriel Garko (mica mi posso perdere un maschio così, specialmente se domani finisse il mondo!), mi limito a riportare un articolo dal sito on line della Stampa dell’8 settembre a firma di Piero Banucci con il quale concordo e nel quale si sostiene che si tratta di immotivate paure.

L'ESPERIMENTO AL CERN FA PAURA COME LE ANTICHE LEGGENDE




Un buco nero assorbirà la Terra? Storia di un allarme e altre fandonie



Mercoledì a Ginevra 500 giornalisti di tutto il mondo vedranno animarsi l’Oracolo. La Bbc trasmetterà in diretta l’evento e tutti potremo seguirlo sul web. L’Oracolo è il più grande e potente acceleratore di particelle del mondo, occupa un tunnel lungo 27 chilometri a 100 metri di profondità sul confine tra Francia e Svizzera. L’hanno costruito i tremila fisici del Cern (Consiglio europeo ricerca nucleare) spendendo 8 miliardi di euro messi a disposizione da venti Paesi.


Il nome tecnico è Lhc, Large Hadron Collider, ma Oracolo non è una esagerazione. Questa macchina deve rispondere alle domande più profonde della fisica. Noi esistiamo perché la materia ha una massa, ma non si sa che cosa conferisca la massa alle particelle elementari. Pare che a farlo sia la «madre di tutte le particelle», il bosone di Higgs, detto anche «particella di Dio». L’Oracolo dovrà sciogliere l’enigma. E altri enigmi non meno ardui. Com’era il cosmo un miliardesimo di secondo dopo il Big Bang? Perché l’universo è fatto solo di materia e non di antimateria? Che cosa sono la materia e l’energia oscure che sembrano costituire il 95 per cento di tutto ciò che esiste?


Le risposte usciranno da due fasci di protoni che si scontreranno con la più alta energia mai generata dall’uomo. Siamo alla vigilia della rivelazione. Ma c’è chi teme sia la vigilia dell’apocalisse. Un oscuro chimico tedesco, Otto Rossler della Karls University, ha chiesto alla Corte europea dei diritti umani di fermare Lhc perché potrebbe produrre un mini-buco nero in grado di inghiottire la Terra intera. Lo stesso spauracchio agita Francesco Calogero, un fisico dell’Università di Roma. Mursia pubblica un romanzo che anticipa il disastro. L’autore è Angelo Paratico. Di lui si sa che è milanese, vive a Hong Kong e colleziona ceramiche orientali. Il suo eroe si salva con un po’ di antimateria che porta in una valigetta (!) grazie alla quale si trasferisce in un altro universo prima che la Terra sia fagocitata dal buco nero «made in Cern».


Non sorridete. Il web formicola di blog e milioni di persone sono terrorizzate. Pochi sanno che i raggi cosmici raggiungono energie un milione di volte quelle di Lhc, che i calcoli di fisici illustri come John Ellis escludono l’ipotesi buco nero, che un esperimento simile si è già fatto al Laboratorio di Brookhaven negli Stati Uniti e la Terra sopravvive. La paura della fine del mondo è sempre in agguato, i profeti di sventure non sono mai mancati e neppure gli ingenui che abboccano. La scienza stessa oggi fatica a distinguersi dalla pseudoscienza e, con l’aiuto di un giornalismo superficiale, si moltiplicano le catastrofi ipotizzabili sulla base di dati mal compresi.


Il terrore per l’Anno Mille è una invenzione dei posteri: all’epoca nessuno sapeva in quale anno si vivesse. Molti altri allarmi però sono storicamente documentati: ce ne furono più di cento a cominciare da quello che lanciò nel 992 Bernardo di Turingia. Una caratteristica delle Cassandre è la precisione con cui l’apocalisse viene prevista. Il matematico tedesco Michael Stifel l’annunciò per le 8 di mattina del 18 ottobre 1533, il fanatico religioso William Bell puntò sul 5 aprile 1761. Il primo rischiò il linciaggio, il secondo finì in manicomio. Per fortuna oggi c’è più tolleranza.


Innumerevoli sono le apocalissi previste dai Testimoni di Geova e dai Mormoni. Il sismologo Alberto Porta la calcolò per il 1919, il medico Elio Bianco per il 14 luglio 1960. Nel 1980 Jenser e Gaines, capi di una setta americana, convinsero centinaia di seguaci a chiudersi in un loro bunker ad attendere il giudizio universale. Nel 1992 il reverendo Lee Jang Lim coinvolse 150 mila fedeli coreani nell’isteria della fine del mondo e li truffò per un totale di 4 milioni di dollari (però finì in galera).


Al momento la fine del mondo più prossima è attesa per il 21 dicembre del 2012. La data discende da calcoli fatti sul calendario Maya, la catastrofe si verificherebbe per un cambiamento dell’inclinazione dell’asse della Terra rispetto al piano dell’orbita. Un argomento portato dai sostenitori dell’apocalisse Maya è che il campo magnetico della Terra è in graduale diminuzione. Cosa vera, ma è anche vero che nelle ere geologiche il campo magnetico si è invertito molte volte, l’ultima 700 mila anni fa.


Più fondato è l’allarme per l’asteroide 99942 Apophis, un corpo roccioso dal diametro di 320 metri che incrocia l’orbita della Terra. Scoperto il 19 giugno 2004, Apophis passerà molto vicino al nostro pianeta il 13 aprile 2029 (un venerdì) e nel 2036, quando si troverà ad appena 36 mila chilometri da noi, la distanza dei satelliti geostazionari. L’impatto sarebbe pari all’esplosione di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima. All’inizio la Nasa stimò la probabilità di collisione in 1 su 300. Davvero allarmante. Poi la faccenda si è ridimensionata grazie a dati più precisi e ora si parla di 1 su 45 mila. Ad ogni buon conto l’ex astronauta Rusty Schweickart progetta una task force per deviarlo.


L’anno 2000 con la sua cifra tonda ha alimentato soprattutto due paure: il collasso della civiltà per il «baco» dei computer in quanto i vecchi software, indicando la data con due sole cifre, davanti agli zeri sarebbero impazziti, e la catastrofe planetaria dovuta a un allineamento di cinque pianeti. Il baco fu prevenuto e l’allineamento ovviamente non fece danni: tutti i pianeti insieme esercitano un’attrazione che è meno di un millesimo di quella del Sole e della Luna.


Negli Anni 80 tenne banco la fine del mondo da «inverno nucleare», molto pubblicizzata dal fisico Antonino Zichichi negli incontri del Centro Majorana di Erice. Gli strateghi almanaccavano un attacco nucleare globale e il cambiamento climatico avrebbe stroncato anche i pochi sopravvissuti nei rifugi.


Apocalissi biologiche si sono temute per le epidemie della malattia di «mucca pazza» e di aviaria. Sulla prima si è esagerato. Nel secondo caso il rischio non è da sottovalutare. Ma finora la peggior pandemia rimane quella della «spagnola» del 1919. Nonostante tutto, siamo ancora qui. E fidatevi: certamente ci saremo ancora mercoledì sera.