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venerdì 20 settembre 2013

Diario

Continuare a vedere il mio ultimo scritto su questo blog che risale alla metà di luglio mi fa venire i sensi di colpa. So che è assurdo, ma talvolta mi sento in colpa anche nei confronti delle cose, come appunto il mio blog cui mi pare di star facendo un torto. Purtroppo da un po' di tempo sono bloccata. Mi sento come se fossi nel famoso tunnel e non riuscissi a vedere una via d'uscita. 

Certo anche le vicende del nostro paese non aiutano. Ormai l'impasse è totale: la crisi economica che non si risolve, il paese bloccato sulle vicende giudiziarie di Berlusconi, il governo che sopravvive senza fornire soluzioni ai problemi, le faide interne ai partiti,  il degrado morale, il livello sempre più basso della politica, e i diversivi che vorrebbero farci dimenticare i problemi veri, come la recente polemica sulla sostituzione nei moduli scolastici di padre e madre, con genitore 1 e 2, o genitore richiedente e altro genitore (surreale!) e via elencando.

Però ci sono anche i miei problemi di insoddisfazione.

Ho provato a leggere "The secret" di Rhonda Byrne e gli innumerevoli testi di Gregg Braden e omologhi che sostengono che l'universo è lì per darci tutto ciò che desideriamo come il famoso genio della lampada di Aladino! Ah!Ah!

In agosto volevo fare la cronistoria delle mie vacanze non vacanze passate in città per mancanza di alternative, poi quella della mia ipocondria, infine avevo deciso di parlare delle mie letture.
Ormai il periodo delle vacanze è finito, ma potrei ancora parlare dei libri letti. Invece passo le sere guardando i talk show e commentandoli su Twitter. Talvolta, esasperata dai soliti argomenti, cerco su Sky l'ennesimo film di fantascienza o post-apocalittico o un documentario sull'universo, gli alieni, i misteri della storia e dell'archeologia e intanto gioco a Ruzzle o faccio i solitari sul tablet. Ma si può campare così? Qui bisogna darsi una mossa.

Ho deciso che tutti i post senza un argomento preciso d'ora in poi si intitoleranno Diario.

lunedì 3 giugno 2013

La noia

Sulla noia credo di aver riempito pagine dei miei diari di quando ero giovane e non c'erano internet, i blog  e i social network per lamentarsi.

Mi annoiavo allora, mi annoio oggi. Per un po' mi diverto a fare qualcosa, poi mi interessa sempre meno, quindi l'abbandono. L'ultima trovata: commentare i talk show su Twitter. Più o meno ci ho passato l'inverno e anche la primavera (sempre che ci sia  stata la primavera quest'anno).

Ecco l'ennesimo temporale. Stavo in pensiero, perché mi sembra che ieri non abbia piovuto e nemmeno a oggi, fino a poco fa. 

E poi sono quasi 18 giorni che mi fa male il piede destro a causa di una distorsione. L'ortopedico ha detto che ci vorrà ancora un mese. Ottimo!

Credo di non aver fatto più un viaggio dal 2011 e sempre al 2011 risale l'ultima vacanza al mare.

Anche Ciri, il mio gatto, si annoia.

Del lavoro, meglio non parlare. 

Uomini? L'ultimo risale al periodo 2009-2010.

In un articolo del 28 maggio sul Fatto Quotidiano a firma di Nadia Somma e Mario De Meglie che voleva indagare le motivazioni che inducono gli uomini e pagarsi una prostituta, quale surrogato dell'amore, ho trovato questa frase che credo valga per tutti, uomini e donne:
"Viviamo immersi nelle relazioni, tutte molto diverse tra di loro, alcune più soddisfacenti, altre meno, ma sono le relazioni intime con l’altro sesso (o il proprio) quelle che fanno principalmente da supporto al nostro benessere individuale. Senza nulla togliere al resto del mondo, è principalmente con accanto una compagna o un compagno che abbiamo migliori possibilità di sentirci parte di un qualcosa che sappiamo esserci “nella buona e nella cattiva sorte”, almeno finché la coppia funziona."

Già, ma è proprio vero? Dovrei rifletterci. Francamente se altri si prendessero la briga di trovarmi un uomo potrei riprovare, ma fare qualcosa per cercarne uno è al di là delle mie possibilità, ammesso che ci sia un uomo libero e non completamente guasto da qualche parte.

Per fortuna ci sono i libri. Sto leggendo "City", un romanzo di fantascienza di Clifford D.Simak, ove si parla di un futuro in cui l'umanità è scomparsa, emigrata su Giove, e la specie dominante sulla Terra è quella canina. Per i cani l'uomo è una specie mitologica di cui narrare davanti al focolare, quando le fiamme bruciano alte e il vento spira da Nord. Essi si pongono domande su cosa fosse esattamente un essere umano, come fossero fatte le città e cosa fosse la guerra. Domande senza risposta, come quelle che alcuni di noi si fanno su Atlantide e altre civiltà scomparse o sugli extraterrestri che ci avrebbero visitato in passato e sarebbero stati scambiati per dei. 
Alla fine anche i cani se ne dovranno andare altrove e la Terra sarà ereditata dalle formiche.

E i film. L'altra sera ho trovato su You Tube un film francese del 1996, diretto  da Coline Serreau che ne è anche l'interprete principale, dal titolo "Il pianeta verde" in cui si narra di un pianeta i cui abitanti hanno abbandonato la  tecnologia e vivono in armonia con la natura. Avendo sviluppato tuttavia grandi capacità mentali possono ugualmente viaggiare su altri mondi. 
Così durante l'ultima assemblea plenaria che, come ogni anno, viene convocata sul pianeta, si decide di mandare un inviato sulla Terra per controllare a che punto sia arrivato il processo evolutivo. L'ultima ricognizione risale all'epoca napoleonica e, considerato che gli abitanti del pianeta verde vivono oltre 200 anni, è ancora vivo uno di coloro che vi parteciparono. Nessuno vorrebbe andare perché il pianeta è considerato troppo arretrato. Alla fine si offre volontaria Mila che nasconde un segreto: la madre era una terrestre. 
Il film non è un capolavoro, ma, anche attraverso la comicità, riesce a fare una ingenua critica della civiltà industriale, della burocrazia, dello sfruttamento senza freni delle risorse del pianeta, e di un benessere solo apparente.  Godibile.



Ecco ora c'è qualcuno che mi cerca su Facebook, ma io non ne ho voglia, però chiudere il collegamento è un po' come sbattere la porta in faccia e non si può fare. Ora gli rispondo e gli dico che vado a dormire. Ma perché sono sempre più asociale? Forse perché dopo aver cercato per anni persone con le quali stare bene insieme, un compagno, ma anche degli amici, ormai non ci credo più.

giovedì 23 maggio 2013

Niente da segnalare: ho già scritto tutto su Facebook e Twitter


Non ho scritto più niente dal 19 aprile e me ne scuso con questo blog cui avevo promesso una miglior cura!

Eppure di cose ne sono successe e il materiale per un post non mancava, dalla rielezione di Napolitano a Presidente della Repubblica (e una rielezione non si era mai verificata nella storia della Repubblica), con conseguente energica strigliata dello stesso al Parlamento nel giorno del reinsediamento, al governo di "larghe intese", con Enrico Letta, Presidente del Consiglio dei Ministri, e Alfano, Vice-Presidente e Ministro dell'Interno, che sembra quasi un governo democristiano, tenuto conto delle origini di entrambi, nonché di diversi altri membri del governo (basti pensare che Graziano Delrio,  Ministro per gli affari regionali e delle autonomie, ha 9 figli, presumo per rispondere al noto precetto della Chiesa e immagino dalla stessa donna, poveretta!), al pazzo che spara ai Carabinieri davanti a Palazzo Chigi mentre il governo sta giurando al Quirinale, alle condanne e richieste di condanne per Berlusconi (e qui poco di nuovo) che organizza una manifestazione contestatissima a Brescia,  mentre nel PD ci si continua a dilaniare ma alla fine viene eletto Epifani, quale segretario di transizione, in attesa del congresso di autunno, alle indegne proposte di legge di entrambi gli schieramenti, con il PDL che chiede il carcere per chi disturba le manifestazioni altrui (ovvero di Berlusconi) e il dimezzamento delle pene per il reato di concorso in associazione mafiosa (ovvero “salva Dell’Utri”), e il PD che propone una legge sui partiti in attuazione di una norma della Costituzione che tuttavia è rimasta lettera morta per 60 anni e ora ha il sapore di un attacco al M5S che gli toglie voti (ma di una riflessione sui motivi ancora niente). Se a questo poi si aggiungono il pazzo che a Milano uccide alcuni passanti a picconate, i suicidi per disperazione, gli uomini  che uccidono mogli e compagne che li lasciano, le madri che gettano i figli dalla finestra, da commentare ci sarebbe anche troppo.

Tuttavia non ne ho avuto voglia e poi ormai, complici anche smartphone e Ipad, utilizzabili anche comodamente sdraiati sul divano mentre si seguono i talkshow, si fa prima a mettere un breve post su Facebook o, ancora più breve su Twitter.  Sembrano ormai lontani i tempi dei blogger compulsivi che postavano di tutto anche a distanza di poche ore e si commentavano tra di loro, eppure era solo qualche anno fa.  

Mi è venuta tuttavia l'idea di riportare su questo blog anche i post che metto sui social network in modo da avere la cronologia delle mie pensate e chissà ad una rilettura tra qualche anno lo spaccato di un periodo.

Quanto alla mia vita personale procede più o meno come al solito. Poco da segnalare se non una distorsione al piede destro di cui ovviamente avrei fatto volentieri a meno, la lettura di diversi romanzi, tra cui l’ultimo di Dan Brown, “Inferno”, concluso in due giorni, complice anche la distorsione, e ovviamente commentato sui soliti socialnetwork, il lavoro per il quale non c’è niente di nuovo da segnalare se non che ogni giorno la pensione si fa più vicina, e meno male, infine sulla  vita sentimentale meglio stendere un velo pietoso.

lunedì 5 novembre 2012

Twitter versus Facebook?

Sono su Facebook nel novembre 2008 e salvo brevi periodi di disaffezione sono sempre stata assidua.

Nell'ottobre 2010 mi sono iscritta anche a Twitter, ma all'inizio non l'ho frequentato molto. Al primo impatto non mi è piaciuto. Tuttavia negli ultimi mesi mi sono ricreduta e non posso più farne a meno. Sembra che la stessa cosa sia accaduta a molti. All'inizio Twitter non piace, poi si diventa dipendenti, più che nei confronti di altri social network.

E' certo che riuscire a dire qualcosa di sensato in 140 caratteri non è semplice e ovviamente ci vuole buona capacità di sintesi.

Ma c'è addirittura chi sostiene che con tale mezzo non sia possibile esternare pensieri complessi.

Tra questi Michele Serra che a Twitter ha dedicato un' Amaca di qualche mese fa affermando che il mezzo genera un linguaggio totalmente binario, o X o Y, o tesi o antitesi, in sostanza uno scontro tra slogan eccitati e frasette monche,  concludendo che Twitter gli fa proprio schifo.

Altri la pensano diversamente.

C'è chi sostiene che dipende dalle persone usare in un modo o in un altro il mezzo cui non si può imputare nulla di per sé, opinione con la quale concordo pienamente.

C'è addirittura chi tira in ballo i grandi, filosofi, letterati, scienziati, che, anche in un passato molto remoto, si sono espressi spesso attraverso il pensiero sintetico. 
E chi non ricorda alcune massime di grandi personaggi, anche se talvolta quelle massime sono state estrapolate da un contesto molto più articolato e complesso?

Insomma Eraclito,Marziale, Pascal, Wilde, Wittgenstein, e via elencando, avrebbero usato ottimamente Twitter.

Infine addirittura l'Accademia della Crusca promuove Twitter e afferma che il social network è una buona palestra di sintesi.

Poi c'è chi spiega le buone maniere su Twitter.

E chi scrive un libro per spiegare ai giornalisti come utilizzarlo.

E ovviamente ci sono anche guide generali all'uso come questa.

Diversi scrittori, giornalisti, politici, opinionisti, hanno deciso di esserci e molti di loro sono assidui, altri come Serra rifiutano il mezzo, tanto che qualcuno ha rispolverato la contrapposizione tra apocalittici e integrati, dal titolo del famoso saggio uscito una cinquantina di anni fa in cui Umberto Eco si occupava del tema della cultura di massa e dei mezzi di comunicazione di massa individuandovi sia aspetti positivi che negativi. E oggi Eco con riferimento a Twitter si potrebbe annoverare tra gli integrati.

Sempre in difesa di Twitter, Riccardo Scandellari, titolare del blog Skande.com, dedicato al marketing non convenzionale, ai social network,  e a tutti i nuovi mezzi di comunicazione, nota da utilizzatore di Twitter di “lunga” data che al contrario di Facebook i deliri di singoli utenti o le speculazioni sono più sotto controllo e un buon numero di utenti vigilanti sono in ascolto, in modo da tenere le informazioni errate (per quelle inutili ci attrezzeremo) sotto controllo e definisce l'amata piattaforma una sorta di intelligenza collettiva autoregolata e difficilmente influenzabile che generi anticorpi contro le informazioni false e tendenziose.

E qui veniamo al contrasto tra Twitter e Facebook.

Mi sembra che chi ama l'uno non sopporti l'altro, un po' come accade tra gattofili e cinofili, perché  chi ama i gatti difficilmente ama anche i cani allo stesso modo e viceversa.  Ma soprattutto noto un certo snobismo da parte degli utenti di Twitter nei confronti di quelli di Facebook, anche se sono in molti ad avere l'account su entrambi.

Vittorio Sgarbi su Twitter invita i cretini a stare su Facebook, ma vedo che, tra una nota d'arte e l'altra, insulta e riceve insulti a raffica con utilizzo di un fraseggio che non so quanto abbia a vedere con l'intelligenza. Ci sono anche tweet sul rimorchio e le corna (altrui).

Ma non è il solo a considerarsi più intelligente perché sta su Twitter.

Sud Sound System, tanto per citarne uno, ha scritto che "Facebook è un secchio mentre Twitter è un torrente".  Mah!

E poi si sa che le osservazioni sull'intelligenza altrui ci sono sempre state e hanno preso e prendono a pretesto qualsiasi cosa.

Ho trovato persino un articolo in cui si riporta uno studio per il quale coloro che utilizzano i browser Chrome  e Firefox sarebbero più intelligenti di quelli che usano Explorer, relegando tra i più sfigati quelli che utilizzano Explorer 6. Sicuramente questi ultimi sono meno attenti all'utilizzo dell'informatica, ma l'intelligenza credo c'entri il giusto.

Del resto sono stati anche fatti studi (e mi piacerebbe sapere chi li finanzia) per arrivare alla conclusione che sono più intelligenti, di volta in volta, i più alti, i fratelli maggiori, i figli unici, i mancini, gli uomini, le donne e via elencando.

Per quanto mi riguarda, uso entrambi i social network che, a mio parere, rispondono ad esigenze diverse.

Credo che il segreto di Twitter stia nel fatto che lo si può modellare secondo le proprie esigenze. C'è chi lo utilizza come fonte di notizie, per divertimento, per lavoro, ecc.

Su Twitter non si va tanto per scambiare opinioni, anche se comunque è possibile farlo,  quanto piuttosto per lasciare i propri tweet e leggere quelli altrui, che forse leggeranno i nostri, e magari li "ritwitteranno", e noi i loro, sperando ciascuno di noi di aumentare il numero dei follower e delle citazioni.

Ma su Twitter si cercano anche notizie sugli argomenti che ci interessano, e magari si ottengono in diretta, non solo seguendo i singoli giornalisti, opinionisti, politici e quant'altro, ma anche perché qualcuno dei nostri following, anche un comune mortale, si trova per caso sul teatro di un evento importante. 

E poi su Twitter si commentano in diretta i talkshow e altri programmi televisivi, così che ormai non ci si può più neanche sbracare sul divano a guardarsi un programma in pace, perché siamo obbligati a interagire!

Da un certo punto di vista Twitter è più divertente di Facebook e si presta maggiormente all'ironia. Sicuramente è anche più narcisistico e meno "social". 

Ovviamente per farsi leggere in 140 caratteri occorre essere lapidari e ironici. Non tutti ci riescono o almeno non sempre.

Inoltre se su Facebook si appare generalmente con il proprio nome e cognome e del resto non avrebbe senso se non ci si mette la propria faccia, su Twitter è più frequente usare nick di fantasia (fake). Così abbiamo Dio, Gesù, il Diavolo, il Triste Mietitore, La Sfiga, e poi personaggi famosi, anche del passato, come Dante Alighieri.

Ogni utente può inserire una bio (biografia) rigorosamente in 140 caratteri e questa è una difficoltà notevole da superare. Ovviamente si può anche non mettere la bio, ma se vogliamo farci leggere è meglio inserirne una accattivante. C'è anche chi insegna come farla.   

La bio di Dio è la seguente: Il Signore Iddio Onnipotente, fondatore e CEO dell'Universo, noto anche come Massimo Fattore. Entra sempre nel bagno delle donne, perché c'è scritto Signore. Dio ha anche un blog. Ha vinto il premio di miglior "fake" nell'edizione 2012 dei "Tweet Award" e in una recente intervista spiega perché ha scelto Twitter.

Ed ecco la bio del Triste Mietitore: Il mio mestiere è deprimente. Lavoro dalla notte dei tempi e non andrò in pensione. Sono il Tristo Mietitore depresso. Sono la Morte. E questo è il suo blog. Tra i Tweet Award diciamo che è arrivato secondo tra i "fake".

Di Gesù poi ce ne sono diversi. Ecco alcune delle loro bio:
1) Sono il re dei raccomandati, il più grande figlio-di-papà della Storia, e vi amo anche se non ve lo meritate! !PorcaMamma Nell'alto dei Cieli
2) Io sono colui che cercherà di salvarvi... invano.
Gerusalemme (pendolare)
3) l'uomo il cui compleanno è noto per essere il più famoso della storia senza festeggiato. Sceso sulla Terra a diffondere il Complemento Oggetto

Questa invece è la bio del Diavolo Ψ (ma sicuramente non è l'unico diavolo e non ho ancora fatto una ricerca sugli altri nomi con i quali è conosciuto)  
Signore indiscusso delle pentole. Da poco iscritto al corso De Agostini Coperchi&Coperchi. Preferirete l'Inferno anche per il clima; Ho i climatizzatori ora!

E questa, della Sfiga:
E' vero, vi vedo benissimo. Io sono quello che vi fa incontrare il 94enne col cappello che guida ai 30 all'ora solo quando avete fretta

E infine quella di Dante Alighieri:
Nel mezzo del mio esilio in Paradiso | m'avvidi che l'italico bordello | facea ai connazional perder 'l sorriso
Per il sommo poeta mi sarei aspettata di meglio, ma qualche suo tweet è veramente carino come questo su Marchionne che ha offeso Firenze:
e' notte di risate, e' notte insonne / Firenze tutta Civitate ride / udendo le stronzate d'un #Marchionne

Personalmente su Twitter mi sento più sciolta, forse perché pochi tra i miei follower mi conoscono nella vita reale, mentre diversi degli amici di Facebook sanno almeno chi sono e alcuni mi conoscono personalmente.

Devo dire che sono iscritta anche a Volunia, che avrebbe dovuto essere un incrocio tra motore di ricerca e socialnetwork, ma non mi pare abbia decollato e comunque al momento non mi interessa, forse più avanti.

E ora c'è anche Universe, ma sarà meglio lasciar perdere.

Mi sono iscritta invece a Overblog, la piattaforma francese che recentemente ha introdotto una nuova forma di blog in cui gli aggiornamenti di stato dei diversi social network diventano i post di un unico blog. Così ho creato il Blog "Diario di Bordo", sul quale non scrivo niente di nuovo, perché di blog ne ho già due e mi sembrano sufficienti, però lo utilizzo per ricucire i frammenti personali che altrimenti risulterebbero dispersi nei vari socialnetwork, compresi anche You Tube e Instagram.

Che non si fa per esserci! Qualche volta penso di dovermi disintossicare.



martedì 28 agosto 2012

Se la tua casa andasse a fuoco cosa porteresti con te prima di scappare?

Il  fotografo Foster Huntington ha realizzato un blog che si intitola appunto
" TheBurning House" (la casa che brucia) e che raccoglie le fotografie delle cose che porterebbero con sé le persone che hanno risposto alla domanda.

E questo è uno degli articoli che ne parlano, ma anche la versione cartacea del  Corriere della Sera del 25 agosto  ha dedicato due pagine alla notizia. 

Fatti i debiti scongiuri, ecco la mia lista:

Ciri, il mio gatto

La mia borsa nella quale c'è sempre quasi tutto l'essenziale (documenti, soldi, carte di credito, cellulare, agenda, penna, sigarette, portatrucco) 

L'ultimo libro che sto leggendo 

Un blocco per appunti 

Il computer portatile

Il disco portatile

La video camera

Il lettore di e-book


Un paio di jeans e una maglietta, un giacchetto di jeans e uno simil-militare

Gli orecchini a forma di gatto

L'orologio Avatar 

Qualche vecchia foto



E voi cosa vi portereste?

martedì 17 luglio 2012

Dai blog ai social network

Quando, nel gennaio 2003, ho aperto il mio primo blog sulla piattaforma di Splinder, in Italia il fenomeno era ancora recente. Sarebbe diventato popolare di lì a poco tanto che anche  quotidiani e riviste avrebbero cominciato a interessarsene.

Ho tuttavia scoperto solo oggi leggendo questo articolo sulla Repubblica che il blog compie 15 anni. Infatti il primo strumento per "bloggare", termine che sarebbe stato coniato successivamente, fu annunciato da uno sviluppatore statunitense esattamente il 18 luglio 1997. 

Nell'articolo citato c'è tutta la storia del fenomeno blog, dai primordi allo stravolgimento operato dai servizi di micro- blogging come Twitter e Facebook fino all'introduzione da parte della piattaforma francese "Overblog" di una nuova forma di blog in cui gli aggiornamenti di status dei diversi social network diventano i post di un unico blog ovviando  alla dispersività dei primi. 


Dunque buon compleanno blog!



venerdì 13 luglio 2012

Il decalogo del blogger

Ed ecco il decalogo del blogger.




Il manifesto del blogger









Credo di essere incorsa in diverse mancanze ma spero almeno che il mio blog mi perdoni per tutte le volte che l’ho mollato, specialmente se gli assicuro che d’ora in avanti mi atterrò scrupolosamente alle tavole della legge!

martedì 13 marzo 2012

Nell'era dei social network neanche l'influenza è più la stessa

Stamani, mi è capitato di leggere su "Vanity fair",  un articolo di Daria Bignardi dal titolo "L'influenza ai tempi di Twitter" in cui la suddetta si lamenta del fatto che anche l'influenza non è più quella di una volta, quando superata la fase acuta, se ne approfittava per leggersi un po' di libri. Quest'anno, scrive la Bignardi, quei giorni li abbiamo passati a "spippolare" (orrendo neologismo) sul telefono.
Ora, continua, va bene... tuittare (spero di non ritrovare tra qualche anno questa parola ammessa nei vocabolari di italiano) mentre aspetti il tram: ma se hai davanti un bel pomeriggio di convalescenza in cui potresti leggere senza essere assalito dalle "cose da fare", con Twitter è più difficile trovare la concentrazione.
La Bignardi ci racconta il suo senso di colpa per non aver letto "La donna che mi insegnò il respiro" di Ayad Akhtar come si era riproposta,  ma poi si consola, perché ha scoperto che la scrittrice Margaret E. Atwood ha festeggiato i trecentomila followers con un Virtual Party. E se cazzeggia anche Margaret E. Atwood vuol dire che c’è modo e modo di cazzeggiare, e quindi anche di tuittare.
A prescindere dai sensi di colpa per l'ignoranza (non so quanto crassa) dei due autori citati, che ammetto di non aver mai sentito nominare, l'articolo ha acuito quelli dovuti al tempo perso su Facebook (gli aspetti positivi dei "social network" saranno oggetto di altro post). Quanto a Twitter lo uso meno, perché scrivere qualcosa di sensato in 140 caratteri non è alla mia portata, e non sono ancora caduta nella fissazione di dover far sapere al mondo dove sono e cosa faccio in un dato momento, anche se non posso escludere che lo farò in futuro, o che magari riuscirò ad acquisire la dote della sintesi.

Certo non sono passati nemmeno 15 anni  da quando internet è diventato di uso comune, eppure ci ha cambiato la vita.

Nei primi tempi c'erano le "chat" di assoluto cazzeggio e qualche "forum" ove si ritrovano gli appassionati dei più vari argomenti, qualcuno cominciava a farsi il "sito", e poi in tanti, a partire dal 2001, abbiamo aperto dei blog, con alterna fortuna e alterna voglia di aggiornarli, infine sono arrivati i social network, prima "Facebook" e poi "Twitter.

Prima dei social network,  la lettura di un articolo poteva essere lo spunto per una riflessione, al massimo se ne poteva parlare con qualche amico. Ora invece ci precipitiamo a condividere il "link" su Facebook o su Twitter, a seconda dei gusti, o magari su entrambi, tanto ormai quotidiani e riviste li leggiamo (o meglio scorriamo) più  "on line" che "in cartaceo", ma se per caso la lettura è avvenuta su quotidiano o rivista cartacei andiamo subito a verificare se ne esiste la versione "on line" per poterla condividere e se non c'è si può sempre utilizzare "Evernote" che permette anche di scattarne una "snapshot" (fotografia della pagina) ovviamente per condividerla.  Personalmente stamani mi sono limitata a scattare la foto per riportarne più tardi una sintesi su questo blog, poi mi sono accorta che si leggeva male, ma per fortuna ne esisteva la versione on line.   

Finirà che non avremo tempo per altro?

Ed ecco cosa si diceva qualche anno fa in un blog  a proposito dei blog :

"Un giorno vi pentirete di aver creato i blog!
E non venite a raccontarmi che i vari barboni nella metropolitana non ve lo avevano detto che l'umanità avrebbe infine creato (consciamente o inconsciamente) la propria arma di autodistruzione! [...]
Quando ormai sarà troppo tardi ed i blog avranno occupato il 75% della superficie del pianeta terra, solo allora vi accorgerete di quanto, pian pianino, essi abbiano rovinato le vostre vite! Solo allora cercherete di correre ai ripari! Ma sarà troppo tardi...
I blog riusciranno dove fumetti, radio, televisione, inquinamento, virus, germi, mucche pazze, droga e Rock & Roll hanno finora fallito: l'estinzione della razza umana!!!
Tra una ventina d'anni sarete tutti lì, d'avanti al monitor a leggere triliardi di blog di miliardi di gente! Copiando e confrontando le vostre decine, centinaia o migliaia di blog privati (uno per ogni vostra maschera) con quelli degli altri!
Imparerete lingue remote o addirittura morte per leggere, decifrare e tradurre i blog degli altri; sarete tutti in grado di scrivere a 10 dita sulla tastiera ad una velocità assurda ed avrete anche tastiere fatte appositamente; starete seduti perennemente e dimenticherete cos'è il sonno mentre le vostre cellule moriranno, i vostri muscoli si sfibreranno, i vostri occhi si essiccheranno e le vostra ossa si ossideranno e diventeranno un tronco unico!
I blog vi ipnotizzeranno ed intorno a voi, ed intorno alle vostre città morte, ricomincerà a riconquistare il proprio terreno la natura!
Riflettete ragazzi... riflettete..."
(tratto dal "Blog di Patcha", che non esiste più, e  riportato dalla sottoscritta il 19 ottobre 2003 nel blog "Minimalia", che parimenti non esiste più.)


E l'autore di questo scritto non poteva ancora prevedere i social network che avrebbero di lì a poco invaso il web e le nostre vite.


E chissà cosa, nel bene e nel male, ci riserverà il futuro. Quale la prossima evoluzione dell'essere in rete? 





domenica 6 novembre 2005

SI RIAPRE



Dopo una serie di ripensamenti e tentativi di traslocare altrove riapro il mio blog. Ho aggiunto 2 al vecchio titolo, perché comunque si tratta di una seconda fase che segue ad una sospensione di quasi sei mesi.

L'impostazione sarà un po' diversa, articoli più brevi e di argomento vario, non più solo politica e attualità, anche perchè non ho tempo di aggiornare più di un blog e questo sarà pertanto l'unico.

Saluti a tutti.

martedì 10 maggio 2005

UN BLOG QUASI NUOVO

In fuga da un altro universo, attraverso le barriere dello spazio e del tempo, approdo a nuovi lidi con qualche timore e molte speranze.
Ad un certo punto mi ha dato fastidio essere riconosciuta da tanti, ma non ho avuto il coraggio di cancellare il blog. Così mi sono limitata a cambiare l'url, il titolo, il template e l'indirizzo di posta elettronica. Purtroppo in questo modo non ho potuto cambiare l'account.

Questo è il mio primo post dopo il "trasloco". Saluti a tutti.

martedì 3 maggio 2005

TRASLOCO








Sto traslocando.

Questo è l’ultimo post che scrivo su questo blog, o, per lo meno, su questo blog con questo titolo e questo indirizzo.

Avevo deciso addirittura di cancellarlo senza nemmeno una spiegazione, ma poi ho ritenuto opportuno un ultimo “post”.

Farò sapere ai pochi commentatori abituali mediante messaggio personale dove avrò traslocato.



No, nessun problema con Splinder che mi sembra ancora la piattaforma migliore.

I motivi sono di tipo personale.

Se non ho nessun problema ad esporre le mie opinioni all’”universo mondo”, non mi va che i “vicini” leggano ciò che scrivo. Una buona dose di narcisismo mi ha portato a pubblicizzare il blog tra familiari, amici e conoscenti, ma poi mi sono accorta che ciò limitava la mia libertà, a prescindere dal fatto che mi infastidiscono le critiche, soprattutto se riguardano  l’opportunità o meno di dire o non dire certe cose.

Ho scoperto poi che persone insospettabili, nel senso che non pensavo conoscessero l’esistenza dei blog, sanno che ce l’ho e si sono anche permesse di dire che farei meglio ad occupare il mio tempo in altre più proficue attività. 

Poi cominciavo anche a sentirmi obbligata a coprire ogni avvenimento di un certo rilievo, neanche fosse un lavoro, e mica mi paga nessuno per questo.

Ora per me scrivere è una valvola di sfogo, un piacere, un passatempo, chiamatelo come volete, ma proprio per questo voglio farlo nella più assoluta libertà.

Un altro motivo per traslocare è che voglio cogliere il pretesto per realizzare un unico blog in cui postare di tutto, dall’attualità al “nonsense”, mentre qui ne ho tre, di argomento diverso, cosa oltremodo dispersiva sia per me che per i pochi lettori. Forse manterrò ancora gli altri due per un po’ di tempo, ma non ci scriverò più.

Così ho deciso di fuggire altrove, perché certo senza blog non resto, anche se il blog non è per me la vita come ha detto qualcuno. Forse non lo avrei se svolgessi un c.d. lavoro creativo, ma non è detto, perché vedo che ce l’hanno giornalisti, scrittori, ecc., ma certo lo scriverei lo stesso anche se non fossi “single”. Forse potrei abbandonarlo per due o tre mesi se vivessi una di quelle passioni sconvolgenti alle quali credo meno che agli UFO, agli ectoplasmi o a qualsiasi fenomeno extrasensoriale. Ma, a prescindere da avvenimenti imponderabili e improbabili, credo che continuerò ad avere un blog.

venerdì 17 settembre 2004

Fotoalbum

Ho provato ad attivare il foto album, ma per il momento non funziona. Eppure ho seguito tutto le istruzioni. Ad ogni modo non mi sembra sia il caso perderci tempo. Meglio utilizzare altri spazi, tanto tra un mese questo servizio sarà  a pagamento. Il problema è che gli spazi si esauriscono facilmente. Forse conviene comprarsi un dominio. Una volta era possibile caricare foto sui blog di Clarence (ne tenevo uno a questo scopo), ma ora non è più possibile.
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venerdì 20 settembre 2013

Diario

Continuare a vedere il mio ultimo scritto su questo blog che risale alla metà di luglio mi fa venire i sensi di colpa. So che è assurdo, ma talvolta mi sento in colpa anche nei confronti delle cose, come appunto il mio blog cui mi pare di star facendo un torto. Purtroppo da un po' di tempo sono bloccata. Mi sento come se fossi nel famoso tunnel e non riuscissi a vedere una via d'uscita. 

Certo anche le vicende del nostro paese non aiutano. Ormai l'impasse è totale: la crisi economica che non si risolve, il paese bloccato sulle vicende giudiziarie di Berlusconi, il governo che sopravvive senza fornire soluzioni ai problemi, le faide interne ai partiti,  il degrado morale, il livello sempre più basso della politica, e i diversivi che vorrebbero farci dimenticare i problemi veri, come la recente polemica sulla sostituzione nei moduli scolastici di padre e madre, con genitore 1 e 2, o genitore richiedente e altro genitore (surreale!) e via elencando.

Però ci sono anche i miei problemi di insoddisfazione.

Ho provato a leggere "The secret" di Rhonda Byrne e gli innumerevoli testi di Gregg Braden e omologhi che sostengono che l'universo è lì per darci tutto ciò che desideriamo come il famoso genio della lampada di Aladino! Ah!Ah!

In agosto volevo fare la cronistoria delle mie vacanze non vacanze passate in città per mancanza di alternative, poi quella della mia ipocondria, infine avevo deciso di parlare delle mie letture.
Ormai il periodo delle vacanze è finito, ma potrei ancora parlare dei libri letti. Invece passo le sere guardando i talk show e commentandoli su Twitter. Talvolta, esasperata dai soliti argomenti, cerco su Sky l'ennesimo film di fantascienza o post-apocalittico o un documentario sull'universo, gli alieni, i misteri della storia e dell'archeologia e intanto gioco a Ruzzle o faccio i solitari sul tablet. Ma si può campare così? Qui bisogna darsi una mossa.

Ho deciso che tutti i post senza un argomento preciso d'ora in poi si intitoleranno Diario.

lunedì 3 giugno 2013

La noia

Sulla noia credo di aver riempito pagine dei miei diari di quando ero giovane e non c'erano internet, i blog  e i social network per lamentarsi.

Mi annoiavo allora, mi annoio oggi. Per un po' mi diverto a fare qualcosa, poi mi interessa sempre meno, quindi l'abbandono. L'ultima trovata: commentare i talk show su Twitter. Più o meno ci ho passato l'inverno e anche la primavera (sempre che ci sia  stata la primavera quest'anno).

Ecco l'ennesimo temporale. Stavo in pensiero, perché mi sembra che ieri non abbia piovuto e nemmeno a oggi, fino a poco fa. 

E poi sono quasi 18 giorni che mi fa male il piede destro a causa di una distorsione. L'ortopedico ha detto che ci vorrà ancora un mese. Ottimo!

Credo di non aver fatto più un viaggio dal 2011 e sempre al 2011 risale l'ultima vacanza al mare.

Anche Ciri, il mio gatto, si annoia.

Del lavoro, meglio non parlare. 

Uomini? L'ultimo risale al periodo 2009-2010.

In un articolo del 28 maggio sul Fatto Quotidiano a firma di Nadia Somma e Mario De Meglie che voleva indagare le motivazioni che inducono gli uomini e pagarsi una prostituta, quale surrogato dell'amore, ho trovato questa frase che credo valga per tutti, uomini e donne:
"Viviamo immersi nelle relazioni, tutte molto diverse tra di loro, alcune più soddisfacenti, altre meno, ma sono le relazioni intime con l’altro sesso (o il proprio) quelle che fanno principalmente da supporto al nostro benessere individuale. Senza nulla togliere al resto del mondo, è principalmente con accanto una compagna o un compagno che abbiamo migliori possibilità di sentirci parte di un qualcosa che sappiamo esserci “nella buona e nella cattiva sorte”, almeno finché la coppia funziona."

Già, ma è proprio vero? Dovrei rifletterci. Francamente se altri si prendessero la briga di trovarmi un uomo potrei riprovare, ma fare qualcosa per cercarne uno è al di là delle mie possibilità, ammesso che ci sia un uomo libero e non completamente guasto da qualche parte.

Per fortuna ci sono i libri. Sto leggendo "City", un romanzo di fantascienza di Clifford D.Simak, ove si parla di un futuro in cui l'umanità è scomparsa, emigrata su Giove, e la specie dominante sulla Terra è quella canina. Per i cani l'uomo è una specie mitologica di cui narrare davanti al focolare, quando le fiamme bruciano alte e il vento spira da Nord. Essi si pongono domande su cosa fosse esattamente un essere umano, come fossero fatte le città e cosa fosse la guerra. Domande senza risposta, come quelle che alcuni di noi si fanno su Atlantide e altre civiltà scomparse o sugli extraterrestri che ci avrebbero visitato in passato e sarebbero stati scambiati per dei. 
Alla fine anche i cani se ne dovranno andare altrove e la Terra sarà ereditata dalle formiche.

E i film. L'altra sera ho trovato su You Tube un film francese del 1996, diretto  da Coline Serreau che ne è anche l'interprete principale, dal titolo "Il pianeta verde" in cui si narra di un pianeta i cui abitanti hanno abbandonato la  tecnologia e vivono in armonia con la natura. Avendo sviluppato tuttavia grandi capacità mentali possono ugualmente viaggiare su altri mondi. 
Così durante l'ultima assemblea plenaria che, come ogni anno, viene convocata sul pianeta, si decide di mandare un inviato sulla Terra per controllare a che punto sia arrivato il processo evolutivo. L'ultima ricognizione risale all'epoca napoleonica e, considerato che gli abitanti del pianeta verde vivono oltre 200 anni, è ancora vivo uno di coloro che vi parteciparono. Nessuno vorrebbe andare perché il pianeta è considerato troppo arretrato. Alla fine si offre volontaria Mila che nasconde un segreto: la madre era una terrestre. 
Il film non è un capolavoro, ma, anche attraverso la comicità, riesce a fare una ingenua critica della civiltà industriale, della burocrazia, dello sfruttamento senza freni delle risorse del pianeta, e di un benessere solo apparente.  Godibile.



Ecco ora c'è qualcuno che mi cerca su Facebook, ma io non ne ho voglia, però chiudere il collegamento è un po' come sbattere la porta in faccia e non si può fare. Ora gli rispondo e gli dico che vado a dormire. Ma perché sono sempre più asociale? Forse perché dopo aver cercato per anni persone con le quali stare bene insieme, un compagno, ma anche degli amici, ormai non ci credo più.

giovedì 23 maggio 2013

Niente da segnalare: ho già scritto tutto su Facebook e Twitter


Non ho scritto più niente dal 19 aprile e me ne scuso con questo blog cui avevo promesso una miglior cura!

Eppure di cose ne sono successe e il materiale per un post non mancava, dalla rielezione di Napolitano a Presidente della Repubblica (e una rielezione non si era mai verificata nella storia della Repubblica), con conseguente energica strigliata dello stesso al Parlamento nel giorno del reinsediamento, al governo di "larghe intese", con Enrico Letta, Presidente del Consiglio dei Ministri, e Alfano, Vice-Presidente e Ministro dell'Interno, che sembra quasi un governo democristiano, tenuto conto delle origini di entrambi, nonché di diversi altri membri del governo (basti pensare che Graziano Delrio,  Ministro per gli affari regionali e delle autonomie, ha 9 figli, presumo per rispondere al noto precetto della Chiesa e immagino dalla stessa donna, poveretta!), al pazzo che spara ai Carabinieri davanti a Palazzo Chigi mentre il governo sta giurando al Quirinale, alle condanne e richieste di condanne per Berlusconi (e qui poco di nuovo) che organizza una manifestazione contestatissima a Brescia,  mentre nel PD ci si continua a dilaniare ma alla fine viene eletto Epifani, quale segretario di transizione, in attesa del congresso di autunno, alle indegne proposte di legge di entrambi gli schieramenti, con il PDL che chiede il carcere per chi disturba le manifestazioni altrui (ovvero di Berlusconi) e il dimezzamento delle pene per il reato di concorso in associazione mafiosa (ovvero “salva Dell’Utri”), e il PD che propone una legge sui partiti in attuazione di una norma della Costituzione che tuttavia è rimasta lettera morta per 60 anni e ora ha il sapore di un attacco al M5S che gli toglie voti (ma di una riflessione sui motivi ancora niente). Se a questo poi si aggiungono il pazzo che a Milano uccide alcuni passanti a picconate, i suicidi per disperazione, gli uomini  che uccidono mogli e compagne che li lasciano, le madri che gettano i figli dalla finestra, da commentare ci sarebbe anche troppo.

Tuttavia non ne ho avuto voglia e poi ormai, complici anche smartphone e Ipad, utilizzabili anche comodamente sdraiati sul divano mentre si seguono i talkshow, si fa prima a mettere un breve post su Facebook o, ancora più breve su Twitter.  Sembrano ormai lontani i tempi dei blogger compulsivi che postavano di tutto anche a distanza di poche ore e si commentavano tra di loro, eppure era solo qualche anno fa.  

Mi è venuta tuttavia l'idea di riportare su questo blog anche i post che metto sui social network in modo da avere la cronologia delle mie pensate e chissà ad una rilettura tra qualche anno lo spaccato di un periodo.

Quanto alla mia vita personale procede più o meno come al solito. Poco da segnalare se non una distorsione al piede destro di cui ovviamente avrei fatto volentieri a meno, la lettura di diversi romanzi, tra cui l’ultimo di Dan Brown, “Inferno”, concluso in due giorni, complice anche la distorsione, e ovviamente commentato sui soliti socialnetwork, il lavoro per il quale non c’è niente di nuovo da segnalare se non che ogni giorno la pensione si fa più vicina, e meno male, infine sulla  vita sentimentale meglio stendere un velo pietoso.

lunedì 5 novembre 2012

Twitter versus Facebook?

Sono su Facebook nel novembre 2008 e salvo brevi periodi di disaffezione sono sempre stata assidua.

Nell'ottobre 2010 mi sono iscritta anche a Twitter, ma all'inizio non l'ho frequentato molto. Al primo impatto non mi è piaciuto. Tuttavia negli ultimi mesi mi sono ricreduta e non posso più farne a meno. Sembra che la stessa cosa sia accaduta a molti. All'inizio Twitter non piace, poi si diventa dipendenti, più che nei confronti di altri social network.

E' certo che riuscire a dire qualcosa di sensato in 140 caratteri non è semplice e ovviamente ci vuole buona capacità di sintesi.

Ma c'è addirittura chi sostiene che con tale mezzo non sia possibile esternare pensieri complessi.

Tra questi Michele Serra che a Twitter ha dedicato un' Amaca di qualche mese fa affermando che il mezzo genera un linguaggio totalmente binario, o X o Y, o tesi o antitesi, in sostanza uno scontro tra slogan eccitati e frasette monche,  concludendo che Twitter gli fa proprio schifo.

Altri la pensano diversamente.

C'è chi sostiene che dipende dalle persone usare in un modo o in un altro il mezzo cui non si può imputare nulla di per sé, opinione con la quale concordo pienamente.

C'è addirittura chi tira in ballo i grandi, filosofi, letterati, scienziati, che, anche in un passato molto remoto, si sono espressi spesso attraverso il pensiero sintetico. 
E chi non ricorda alcune massime di grandi personaggi, anche se talvolta quelle massime sono state estrapolate da un contesto molto più articolato e complesso?

Insomma Eraclito,Marziale, Pascal, Wilde, Wittgenstein, e via elencando, avrebbero usato ottimamente Twitter.

Infine addirittura l'Accademia della Crusca promuove Twitter e afferma che il social network è una buona palestra di sintesi.

Poi c'è chi spiega le buone maniere su Twitter.

E chi scrive un libro per spiegare ai giornalisti come utilizzarlo.

E ovviamente ci sono anche guide generali all'uso come questa.

Diversi scrittori, giornalisti, politici, opinionisti, hanno deciso di esserci e molti di loro sono assidui, altri come Serra rifiutano il mezzo, tanto che qualcuno ha rispolverato la contrapposizione tra apocalittici e integrati, dal titolo del famoso saggio uscito una cinquantina di anni fa in cui Umberto Eco si occupava del tema della cultura di massa e dei mezzi di comunicazione di massa individuandovi sia aspetti positivi che negativi. E oggi Eco con riferimento a Twitter si potrebbe annoverare tra gli integrati.

Sempre in difesa di Twitter, Riccardo Scandellari, titolare del blog Skande.com, dedicato al marketing non convenzionale, ai social network,  e a tutti i nuovi mezzi di comunicazione, nota da utilizzatore di Twitter di “lunga” data che al contrario di Facebook i deliri di singoli utenti o le speculazioni sono più sotto controllo e un buon numero di utenti vigilanti sono in ascolto, in modo da tenere le informazioni errate (per quelle inutili ci attrezzeremo) sotto controllo e definisce l'amata piattaforma una sorta di intelligenza collettiva autoregolata e difficilmente influenzabile che generi anticorpi contro le informazioni false e tendenziose.

E qui veniamo al contrasto tra Twitter e Facebook.

Mi sembra che chi ama l'uno non sopporti l'altro, un po' come accade tra gattofili e cinofili, perché  chi ama i gatti difficilmente ama anche i cani allo stesso modo e viceversa.  Ma soprattutto noto un certo snobismo da parte degli utenti di Twitter nei confronti di quelli di Facebook, anche se sono in molti ad avere l'account su entrambi.

Vittorio Sgarbi su Twitter invita i cretini a stare su Facebook, ma vedo che, tra una nota d'arte e l'altra, insulta e riceve insulti a raffica con utilizzo di un fraseggio che non so quanto abbia a vedere con l'intelligenza. Ci sono anche tweet sul rimorchio e le corna (altrui).

Ma non è il solo a considerarsi più intelligente perché sta su Twitter.

Sud Sound System, tanto per citarne uno, ha scritto che "Facebook è un secchio mentre Twitter è un torrente".  Mah!

E poi si sa che le osservazioni sull'intelligenza altrui ci sono sempre state e hanno preso e prendono a pretesto qualsiasi cosa.

Ho trovato persino un articolo in cui si riporta uno studio per il quale coloro che utilizzano i browser Chrome  e Firefox sarebbero più intelligenti di quelli che usano Explorer, relegando tra i più sfigati quelli che utilizzano Explorer 6. Sicuramente questi ultimi sono meno attenti all'utilizzo dell'informatica, ma l'intelligenza credo c'entri il giusto.

Del resto sono stati anche fatti studi (e mi piacerebbe sapere chi li finanzia) per arrivare alla conclusione che sono più intelligenti, di volta in volta, i più alti, i fratelli maggiori, i figli unici, i mancini, gli uomini, le donne e via elencando.

Per quanto mi riguarda, uso entrambi i social network che, a mio parere, rispondono ad esigenze diverse.

Credo che il segreto di Twitter stia nel fatto che lo si può modellare secondo le proprie esigenze. C'è chi lo utilizza come fonte di notizie, per divertimento, per lavoro, ecc.

Su Twitter non si va tanto per scambiare opinioni, anche se comunque è possibile farlo,  quanto piuttosto per lasciare i propri tweet e leggere quelli altrui, che forse leggeranno i nostri, e magari li "ritwitteranno", e noi i loro, sperando ciascuno di noi di aumentare il numero dei follower e delle citazioni.

Ma su Twitter si cercano anche notizie sugli argomenti che ci interessano, e magari si ottengono in diretta, non solo seguendo i singoli giornalisti, opinionisti, politici e quant'altro, ma anche perché qualcuno dei nostri following, anche un comune mortale, si trova per caso sul teatro di un evento importante. 

E poi su Twitter si commentano in diretta i talkshow e altri programmi televisivi, così che ormai non ci si può più neanche sbracare sul divano a guardarsi un programma in pace, perché siamo obbligati a interagire!

Da un certo punto di vista Twitter è più divertente di Facebook e si presta maggiormente all'ironia. Sicuramente è anche più narcisistico e meno "social". 

Ovviamente per farsi leggere in 140 caratteri occorre essere lapidari e ironici. Non tutti ci riescono o almeno non sempre.

Inoltre se su Facebook si appare generalmente con il proprio nome e cognome e del resto non avrebbe senso se non ci si mette la propria faccia, su Twitter è più frequente usare nick di fantasia (fake). Così abbiamo Dio, Gesù, il Diavolo, il Triste Mietitore, La Sfiga, e poi personaggi famosi, anche del passato, come Dante Alighieri.

Ogni utente può inserire una bio (biografia) rigorosamente in 140 caratteri e questa è una difficoltà notevole da superare. Ovviamente si può anche non mettere la bio, ma se vogliamo farci leggere è meglio inserirne una accattivante. C'è anche chi insegna come farla.   

La bio di Dio è la seguente: Il Signore Iddio Onnipotente, fondatore e CEO dell'Universo, noto anche come Massimo Fattore. Entra sempre nel bagno delle donne, perché c'è scritto Signore. Dio ha anche un blog. Ha vinto il premio di miglior "fake" nell'edizione 2012 dei "Tweet Award" e in una recente intervista spiega perché ha scelto Twitter.

Ed ecco la bio del Triste Mietitore: Il mio mestiere è deprimente. Lavoro dalla notte dei tempi e non andrò in pensione. Sono il Tristo Mietitore depresso. Sono la Morte. E questo è il suo blog. Tra i Tweet Award diciamo che è arrivato secondo tra i "fake".

Di Gesù poi ce ne sono diversi. Ecco alcune delle loro bio:
1) Sono il re dei raccomandati, il più grande figlio-di-papà della Storia, e vi amo anche se non ve lo meritate! !PorcaMamma Nell'alto dei Cieli
2) Io sono colui che cercherà di salvarvi... invano.
Gerusalemme (pendolare)
3) l'uomo il cui compleanno è noto per essere il più famoso della storia senza festeggiato. Sceso sulla Terra a diffondere il Complemento Oggetto

Questa invece è la bio del Diavolo Ψ (ma sicuramente non è l'unico diavolo e non ho ancora fatto una ricerca sugli altri nomi con i quali è conosciuto)  
Signore indiscusso delle pentole. Da poco iscritto al corso De Agostini Coperchi&Coperchi. Preferirete l'Inferno anche per il clima; Ho i climatizzatori ora!

E questa, della Sfiga:
E' vero, vi vedo benissimo. Io sono quello che vi fa incontrare il 94enne col cappello che guida ai 30 all'ora solo quando avete fretta

E infine quella di Dante Alighieri:
Nel mezzo del mio esilio in Paradiso | m'avvidi che l'italico bordello | facea ai connazional perder 'l sorriso
Per il sommo poeta mi sarei aspettata di meglio, ma qualche suo tweet è veramente carino come questo su Marchionne che ha offeso Firenze:
e' notte di risate, e' notte insonne / Firenze tutta Civitate ride / udendo le stronzate d'un #Marchionne

Personalmente su Twitter mi sento più sciolta, forse perché pochi tra i miei follower mi conoscono nella vita reale, mentre diversi degli amici di Facebook sanno almeno chi sono e alcuni mi conoscono personalmente.

Devo dire che sono iscritta anche a Volunia, che avrebbe dovuto essere un incrocio tra motore di ricerca e socialnetwork, ma non mi pare abbia decollato e comunque al momento non mi interessa, forse più avanti.

E ora c'è anche Universe, ma sarà meglio lasciar perdere.

Mi sono iscritta invece a Overblog, la piattaforma francese che recentemente ha introdotto una nuova forma di blog in cui gli aggiornamenti di stato dei diversi social network diventano i post di un unico blog. Così ho creato il Blog "Diario di Bordo", sul quale non scrivo niente di nuovo, perché di blog ne ho già due e mi sembrano sufficienti, però lo utilizzo per ricucire i frammenti personali che altrimenti risulterebbero dispersi nei vari socialnetwork, compresi anche You Tube e Instagram.

Che non si fa per esserci! Qualche volta penso di dovermi disintossicare.



martedì 28 agosto 2012

Se la tua casa andasse a fuoco cosa porteresti con te prima di scappare?

Il  fotografo Foster Huntington ha realizzato un blog che si intitola appunto
" TheBurning House" (la casa che brucia) e che raccoglie le fotografie delle cose che porterebbero con sé le persone che hanno risposto alla domanda.

E questo è uno degli articoli che ne parlano, ma anche la versione cartacea del  Corriere della Sera del 25 agosto  ha dedicato due pagine alla notizia. 

Fatti i debiti scongiuri, ecco la mia lista:

Ciri, il mio gatto

La mia borsa nella quale c'è sempre quasi tutto l'essenziale (documenti, soldi, carte di credito, cellulare, agenda, penna, sigarette, portatrucco) 

L'ultimo libro che sto leggendo 

Un blocco per appunti 

Il computer portatile

Il disco portatile

La video camera

Il lettore di e-book


Un paio di jeans e una maglietta, un giacchetto di jeans e uno simil-militare

Gli orecchini a forma di gatto

L'orologio Avatar 

Qualche vecchia foto



E voi cosa vi portereste?

martedì 17 luglio 2012

Dai blog ai social network

Quando, nel gennaio 2003, ho aperto il mio primo blog sulla piattaforma di Splinder, in Italia il fenomeno era ancora recente. Sarebbe diventato popolare di lì a poco tanto che anche  quotidiani e riviste avrebbero cominciato a interessarsene.

Ho tuttavia scoperto solo oggi leggendo questo articolo sulla Repubblica che il blog compie 15 anni. Infatti il primo strumento per "bloggare", termine che sarebbe stato coniato successivamente, fu annunciato da uno sviluppatore statunitense esattamente il 18 luglio 1997. 

Nell'articolo citato c'è tutta la storia del fenomeno blog, dai primordi allo stravolgimento operato dai servizi di micro- blogging come Twitter e Facebook fino all'introduzione da parte della piattaforma francese "Overblog" di una nuova forma di blog in cui gli aggiornamenti di status dei diversi social network diventano i post di un unico blog ovviando  alla dispersività dei primi. 


Dunque buon compleanno blog!



venerdì 13 luglio 2012

Il decalogo del blogger

Ed ecco il decalogo del blogger.




Il manifesto del blogger









Credo di essere incorsa in diverse mancanze ma spero almeno che il mio blog mi perdoni per tutte le volte che l’ho mollato, specialmente se gli assicuro che d’ora in avanti mi atterrò scrupolosamente alle tavole della legge!

martedì 13 marzo 2012

Nell'era dei social network neanche l'influenza è più la stessa

Stamani, mi è capitato di leggere su "Vanity fair",  un articolo di Daria Bignardi dal titolo "L'influenza ai tempi di Twitter" in cui la suddetta si lamenta del fatto che anche l'influenza non è più quella di una volta, quando superata la fase acuta, se ne approfittava per leggersi un po' di libri. Quest'anno, scrive la Bignardi, quei giorni li abbiamo passati a "spippolare" (orrendo neologismo) sul telefono.
Ora, continua, va bene... tuittare (spero di non ritrovare tra qualche anno questa parola ammessa nei vocabolari di italiano) mentre aspetti il tram: ma se hai davanti un bel pomeriggio di convalescenza in cui potresti leggere senza essere assalito dalle "cose da fare", con Twitter è più difficile trovare la concentrazione.
La Bignardi ci racconta il suo senso di colpa per non aver letto "La donna che mi insegnò il respiro" di Ayad Akhtar come si era riproposta,  ma poi si consola, perché ha scoperto che la scrittrice Margaret E. Atwood ha festeggiato i trecentomila followers con un Virtual Party. E se cazzeggia anche Margaret E. Atwood vuol dire che c’è modo e modo di cazzeggiare, e quindi anche di tuittare.
A prescindere dai sensi di colpa per l'ignoranza (non so quanto crassa) dei due autori citati, che ammetto di non aver mai sentito nominare, l'articolo ha acuito quelli dovuti al tempo perso su Facebook (gli aspetti positivi dei "social network" saranno oggetto di altro post). Quanto a Twitter lo uso meno, perché scrivere qualcosa di sensato in 140 caratteri non è alla mia portata, e non sono ancora caduta nella fissazione di dover far sapere al mondo dove sono e cosa faccio in un dato momento, anche se non posso escludere che lo farò in futuro, o che magari riuscirò ad acquisire la dote della sintesi.

Certo non sono passati nemmeno 15 anni  da quando internet è diventato di uso comune, eppure ci ha cambiato la vita.

Nei primi tempi c'erano le "chat" di assoluto cazzeggio e qualche "forum" ove si ritrovano gli appassionati dei più vari argomenti, qualcuno cominciava a farsi il "sito", e poi in tanti, a partire dal 2001, abbiamo aperto dei blog, con alterna fortuna e alterna voglia di aggiornarli, infine sono arrivati i social network, prima "Facebook" e poi "Twitter.

Prima dei social network,  la lettura di un articolo poteva essere lo spunto per una riflessione, al massimo se ne poteva parlare con qualche amico. Ora invece ci precipitiamo a condividere il "link" su Facebook o su Twitter, a seconda dei gusti, o magari su entrambi, tanto ormai quotidiani e riviste li leggiamo (o meglio scorriamo) più  "on line" che "in cartaceo", ma se per caso la lettura è avvenuta su quotidiano o rivista cartacei andiamo subito a verificare se ne esiste la versione "on line" per poterla condividere e se non c'è si può sempre utilizzare "Evernote" che permette anche di scattarne una "snapshot" (fotografia della pagina) ovviamente per condividerla.  Personalmente stamani mi sono limitata a scattare la foto per riportarne più tardi una sintesi su questo blog, poi mi sono accorta che si leggeva male, ma per fortuna ne esisteva la versione on line.   

Finirà che non avremo tempo per altro?

Ed ecco cosa si diceva qualche anno fa in un blog  a proposito dei blog :

"Un giorno vi pentirete di aver creato i blog!
E non venite a raccontarmi che i vari barboni nella metropolitana non ve lo avevano detto che l'umanità avrebbe infine creato (consciamente o inconsciamente) la propria arma di autodistruzione! [...]
Quando ormai sarà troppo tardi ed i blog avranno occupato il 75% della superficie del pianeta terra, solo allora vi accorgerete di quanto, pian pianino, essi abbiano rovinato le vostre vite! Solo allora cercherete di correre ai ripari! Ma sarà troppo tardi...
I blog riusciranno dove fumetti, radio, televisione, inquinamento, virus, germi, mucche pazze, droga e Rock & Roll hanno finora fallito: l'estinzione della razza umana!!!
Tra una ventina d'anni sarete tutti lì, d'avanti al monitor a leggere triliardi di blog di miliardi di gente! Copiando e confrontando le vostre decine, centinaia o migliaia di blog privati (uno per ogni vostra maschera) con quelli degli altri!
Imparerete lingue remote o addirittura morte per leggere, decifrare e tradurre i blog degli altri; sarete tutti in grado di scrivere a 10 dita sulla tastiera ad una velocità assurda ed avrete anche tastiere fatte appositamente; starete seduti perennemente e dimenticherete cos'è il sonno mentre le vostre cellule moriranno, i vostri muscoli si sfibreranno, i vostri occhi si essiccheranno e le vostra ossa si ossideranno e diventeranno un tronco unico!
I blog vi ipnotizzeranno ed intorno a voi, ed intorno alle vostre città morte, ricomincerà a riconquistare il proprio terreno la natura!
Riflettete ragazzi... riflettete..."
(tratto dal "Blog di Patcha", che non esiste più, e  riportato dalla sottoscritta il 19 ottobre 2003 nel blog "Minimalia", che parimenti non esiste più.)


E l'autore di questo scritto non poteva ancora prevedere i social network che avrebbero di lì a poco invaso il web e le nostre vite.


E chissà cosa, nel bene e nel male, ci riserverà il futuro. Quale la prossima evoluzione dell'essere in rete? 





domenica 6 novembre 2005

SI RIAPRE



Dopo una serie di ripensamenti e tentativi di traslocare altrove riapro il mio blog. Ho aggiunto 2 al vecchio titolo, perché comunque si tratta di una seconda fase che segue ad una sospensione di quasi sei mesi.

L'impostazione sarà un po' diversa, articoli più brevi e di argomento vario, non più solo politica e attualità, anche perchè non ho tempo di aggiornare più di un blog e questo sarà pertanto l'unico.

Saluti a tutti.

martedì 10 maggio 2005

UN BLOG QUASI NUOVO

In fuga da un altro universo, attraverso le barriere dello spazio e del tempo, approdo a nuovi lidi con qualche timore e molte speranze.
Ad un certo punto mi ha dato fastidio essere riconosciuta da tanti, ma non ho avuto il coraggio di cancellare il blog. Così mi sono limitata a cambiare l'url, il titolo, il template e l'indirizzo di posta elettronica. Purtroppo in questo modo non ho potuto cambiare l'account.

Questo è il mio primo post dopo il "trasloco". Saluti a tutti.

martedì 3 maggio 2005

TRASLOCO








Sto traslocando.

Questo è l’ultimo post che scrivo su questo blog, o, per lo meno, su questo blog con questo titolo e questo indirizzo.

Avevo deciso addirittura di cancellarlo senza nemmeno una spiegazione, ma poi ho ritenuto opportuno un ultimo “post”.

Farò sapere ai pochi commentatori abituali mediante messaggio personale dove avrò traslocato.



No, nessun problema con Splinder che mi sembra ancora la piattaforma migliore.

I motivi sono di tipo personale.

Se non ho nessun problema ad esporre le mie opinioni all’”universo mondo”, non mi va che i “vicini” leggano ciò che scrivo. Una buona dose di narcisismo mi ha portato a pubblicizzare il blog tra familiari, amici e conoscenti, ma poi mi sono accorta che ciò limitava la mia libertà, a prescindere dal fatto che mi infastidiscono le critiche, soprattutto se riguardano  l’opportunità o meno di dire o non dire certe cose.

Ho scoperto poi che persone insospettabili, nel senso che non pensavo conoscessero l’esistenza dei blog, sanno che ce l’ho e si sono anche permesse di dire che farei meglio ad occupare il mio tempo in altre più proficue attività. 

Poi cominciavo anche a sentirmi obbligata a coprire ogni avvenimento di un certo rilievo, neanche fosse un lavoro, e mica mi paga nessuno per questo.

Ora per me scrivere è una valvola di sfogo, un piacere, un passatempo, chiamatelo come volete, ma proprio per questo voglio farlo nella più assoluta libertà.

Un altro motivo per traslocare è che voglio cogliere il pretesto per realizzare un unico blog in cui postare di tutto, dall’attualità al “nonsense”, mentre qui ne ho tre, di argomento diverso, cosa oltremodo dispersiva sia per me che per i pochi lettori. Forse manterrò ancora gli altri due per un po’ di tempo, ma non ci scriverò più.

Così ho deciso di fuggire altrove, perché certo senza blog non resto, anche se il blog non è per me la vita come ha detto qualcuno. Forse non lo avrei se svolgessi un c.d. lavoro creativo, ma non è detto, perché vedo che ce l’hanno giornalisti, scrittori, ecc., ma certo lo scriverei lo stesso anche se non fossi “single”. Forse potrei abbandonarlo per due o tre mesi se vivessi una di quelle passioni sconvolgenti alle quali credo meno che agli UFO, agli ectoplasmi o a qualsiasi fenomeno extrasensoriale. Ma, a prescindere da avvenimenti imponderabili e improbabili, credo che continuerò ad avere un blog.

venerdì 17 settembre 2004

Fotoalbum

Ho provato ad attivare il foto album, ma per il momento non funziona. Eppure ho seguito tutto le istruzioni. Ad ogni modo non mi sembra sia il caso perderci tempo. Meglio utilizzare altri spazi, tanto tra un mese questo servizio sarà  a pagamento. Il problema è che gli spazi si esauriscono facilmente. Forse conviene comprarsi un dominio. Una volta era possibile caricare foto sui blog di Clarence (ne tenevo uno a questo scopo), ma ora non è più possibile.