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mercoledì 10 febbraio 2010

Fenomeni inquietanti in cielo



Sembra che strani fenomeni nel cielo siano osservati sempre più spesso in questi ultimi tempi: aloni, nubi madreperlacee, nuvole dalle configurazioni quasi geometriche...


Alcuni riconducono questi fenomeni alle attività di manipolazione della ionosfera e della troposfera, operazioni che derivano dall'applicazione di black projects, ossia progetti militari segreti, risalenti alla seconda metà del XX secolo ed ideati dai vertici militari all'insaputa dei governi ufficiali.


Avete sentito parlare del progetto H.A.A.R.P. che utilizzerebbe alcune delle teorie di Nicola Tesla?


Ad ogni modo questo articolo l'ho trovato su un sito di meteorologia che mi era sembrato serio.


[Nota del 13/01/2011 - l'articolo citato non si trova più, ma a suo tempo era stato pubblicato da   MeteoLive.it ]

martedì 3 febbraio 2009

Jeremy Rifkin e le energie rinnovabili

Sicuramente ne sarà stato discusso a suo tempo da diverse parti. Io però ho letto solo ora l' intervista del giugno scorso di Beppe Grillo a Jeremy Rifkin, in cui l'economista e saggista statunitense tra l'altro afferma: "L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderà che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunità per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi."

L’intera intervista si può leggere sul blog di Beppe Grillo



Il presente post e i relativi commenti anche su lla mia pagina su Facebook




domenica 2 gennaio 2005

NONOSTANTE TUTTO, AUGURI PER IL NUOVO ANNO



Con lo "tsunami" nel sud-est asiatico del 26 dicembre è finito nel peggiore dei modi possibili un anno che, forse per non smentire la fama funesta dei bisestili, già non era stato avaro di avvenimenti nefasti, dovuti sia alla natura che alle attività  umane, dal terremoto in Marocco del 24 febbraio, all'attentato terroristico di Al Qaeda a Madrid dell'11 marzo, agli scontri etnici e religiosi in Nigeria e nel Sudan,alla strage di Beslan in Ossezia del primo settembre, alla tempesta tropicale che sempre in settembre investiva Thaiti, tanto per citarne alcuni dei più gravi e senza dimenticare l'Iraq, dove la guerra continua con gli scontri tra gli occupanti e gli oppositori e le azioni terroristiche, i rapimenti e le barbare uccisioni di stranieri che a vario titolo si trovano nel paese.

(Per un riepilogo dei principali avvenimenti dell'anno appena concluso visitare questa pagina)


Ma lo “tsunami” che ha investito il Sud-Est asiatico è di questo anno orribile l’avvenimento che ci ha colpito di più, non solo per l’altissimo numero di vittime dovute alla violenza di un evento che supera tutti quelli avvenuti negli ultimi 40 anni, perché per trovare qualcosa di simile bisogna risalire a quello del Cile del 1960, non solo per la sua grande estensione che ha coinvolto sette paesi, se si considera che è arrivato fino alle coste della Tanzania e della Somalia, ma anche per altri due motivi, la presenza in quelle località, complice anche il periodo festivo, di migliaia di turisti che ha distribuito lutti in tutto il mondo e la facilità delle comunicazioni e dei mezzi di documentazione in mano anche ai singoli, che ne hanno fatto la catastrofe più documentata finora nella storia dell’umanità. Basti fare una ricerca su internet e nella "blogosfera".Per una ricognizione vedere il blog di Giusec.

Anche per questi motivi credo che non ce ne dimenticheremo presto, come per altri avvenimenti che hanno colpito popolazioni lontane e che dopo qualche giorno di cordoglio sono state dimenticate. Infatti chi si ricorda, per esempio, il terremoto che proprio il 26 dicembre del 2003 fece migliaia di morti in Iran e distrusse l’antichissima città di Bam?

O il terremoto del febbraio 2004 in Marocco?

Ma quest’ultimo evento ha anche innescato una riflessione che spero possa avere delle conseguenze positive. Infatti proprio in un mondo in cui le comunicazioni sono così facili ci sarebbero stati i mezzi per rendere meno pesante il bilancio delle vittime, ma non è stato fatto niente.

Eppure dal verificarsi del terremoto al largo di Sumatra al momento in cui le onde si sono abbattute sulle spiagge delle Andamane, delle Maldive, dello Sri Lanka, della Thailandia, dell’India, della Birmania, sono trascorse almeno 2 ore e 10 ore perché arrivassero in Somalia e Tanzania. C’era tutto il tempo e anche i mezzi per avvertire e, nonostante l’arretratezza delle infrastrutture di sicurezza e prevenzione di quei paesi che stridono con il lusso delle infrastrutture turistiche, qualche notizia è anche arrivata, ma non è successo niente, forse perché non ci si credeva, forse perché c’era la paura di un falso allarme che avrebbe danneggiato il turismo. Tutto questo comunque ha messo il mondo di fronte alla consapevolezza che almeno sui problemi della sicurezza e della prevenzione occorre unirsi in uno sforzo comune.

Sperando che ci si muova in questa direzione e considerato che comunque é nella natura umana credere in un futuro migliore, e per fortuna che è così, penso che, nonostante tutto, pur nella tristezza per gli eventi dell’ultimo anno e in particolare per quest’ultimo, si possa, nonostante tutto, augurare:



BUON 2005!


martedì 28 dicembre 2004

La catastrofe del Sud-Est asiatico. Le forze della natura e la povertà.

“La tecnica è di gran lunga più debole della necessità che governa le leggi della natura.” (Da “Il Prometeo incatenato” di Eschilo)

Viviamo in un mondo altamente tecnologico in cui le distanze sembrano essersi azzerate. Terre un tempo esotiche, anche per la distanza che le separava da noi, sono ormai diventate vicinissime e alla portata di quasi tutti, mentre in pochi secondi gli attuali mezzi di comunicazione ci permettono di dialogare con tutto il mondo. Crediamo di essere potenti, e ci scordiamo che non siamo ancora in grado di dominare le forze della natura e nemmeno di prevedere quando e come si scateneranno, come nel caso dei terremoti, finché una catastrofe come quella che ha colpito nella notte tra il 25 e il 26 dicembre il sud-est asiatico non ce lo ricorda drammaticamente.

Eppure mi domando se qualcosa non poteva essere fatto per rendere meno gravi le conseguenze di un terremoto il cui epicentro si trovava a migliaia di chilometri di distanza.

I terremoti non si possono prevedere, ma i sismografi di tutto il mondo hanno registrato l'evento e le relative conseguenze.

Mi sembra impossibile che non si sia tentato di fare qualcosa per avvertire dell'imminente catastrofe, quando sarebbe bastato far allontanare la gente di qualche chilometro all'interno per riuscire a salvarli.



E’ vero che i terremoti non si possono prevedere ma la notevole distanza percorsa dalle onde – dall’epicentro di Sumatra fino alle coste più lontane – dava il tempo per avvistare lo tsunami  e lanciare l’allarme. Se pertanto le regioni colpite avessero avuto un sistema di allerta sull’arrivo degli “tsunami” come c’è negli Stati Uniti ed in Giappone le conseguenze sarebbero state molto meno drammatiche. Purtroppo come sempre sono i paesi più poveri a subire le conseguenze peggiori di qualsiasi evento, per l’arretratezza delle infrastrutture di sicurezza e prevenzione che, nel caso di specie, è peraltro stridente con il lusso delle infrastrutture turistiche.

Ad ogni modo, anche in mancanza di sistemi locali, non riesco a capire come nessuno sia riuscito ad avvertire o si sia posto il problema di trovare il modo di avvertire dell’imminenza di onde che per arrivare a schiantarsi su quelle coste, seminando morte, ci hanno impiegato almeno due ore. Non si poteva cercare di avvertire in qualche modo le autorità locali?


mercoledì 22 dicembre 2004

L’inquinamento causerà una nuova era glaciale? E’ anche colpa del WWF


(notizie tratte dal Corriere della Sera del 17.12.2004) 




La più grave minaccia per la sicurezza globale del pianeta non è rappresentata dal terrorismo, ma dall’inarrestabile catastrofe ecologica. Questa l’opinione dello scienziato americano Gregory D.Foster che, in un articolo pubblicato sull’ultimo numero del World Watch Institute Magazine, la rivista della più importante organizzazione internazionale di studio e ricerca ambientale (il WWI, appunto), sostiene che l’attuale surriscaldamento del pianeta potrebbe portare in tempi brevi all’arresto delle correnti oceaniche che mantengono l’Europa temperata, dando il via ad un congelamento della regione, quasi una nuova era glaciale, come nel film di Roland Emmerich  "L'Alba del giorno dopo", uscito nel maggio scorso. 

Sempre in tema di ambiente, mentre Claire Hope Cummings, altra scienziata del WWI, stigmatizza il pessimo ruolo svolto dall’America in tema di ambiente, l’antropologo Mac Chapin accusa tre delle più importanti associazioni ambientaliste internazionali, tra cui il World Wildlife Fund (WWF), di “aver fatto combutta con i loro generosi sponsor” – multinazionali superinquinanti come Chevron Texano, Shell e Exxon Mobil – a scapito delle popolazioni indigene della Foresta amazzonica, del Perù e del Messico, che sarebbero state “maltrattate, sfruttate e addirittura espulse” col loro beneplacito.

Quest’ultima notizia che coinvolge anche il WWF, il quale peraltro così  risponde all’articolo di Mac Chapin, è veramente sconvolgente. Sarà vera?



Intanto si è chiusto a Buenos Aires il "Summit sul Clima" che non ha fatto ulteriori progressi nella definizione di strade per affrontare con decisione il problema dei mutamenti climatici soprattutto per l’ostruzionismo degli Stati Uniti.

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mercoledì 10 febbraio 2010

Fenomeni inquietanti in cielo



Sembra che strani fenomeni nel cielo siano osservati sempre più spesso in questi ultimi tempi: aloni, nubi madreperlacee, nuvole dalle configurazioni quasi geometriche...


Alcuni riconducono questi fenomeni alle attività di manipolazione della ionosfera e della troposfera, operazioni che derivano dall'applicazione di black projects, ossia progetti militari segreti, risalenti alla seconda metà del XX secolo ed ideati dai vertici militari all'insaputa dei governi ufficiali.


Avete sentito parlare del progetto H.A.A.R.P. che utilizzerebbe alcune delle teorie di Nicola Tesla?


Ad ogni modo questo articolo l'ho trovato su un sito di meteorologia che mi era sembrato serio.


[Nota del 13/01/2011 - l'articolo citato non si trova più, ma a suo tempo era stato pubblicato da   MeteoLive.it ]

martedì 3 febbraio 2009

Jeremy Rifkin e le energie rinnovabili

Sicuramente ne sarà stato discusso a suo tempo da diverse parti. Io però ho letto solo ora l' intervista del giugno scorso di Beppe Grillo a Jeremy Rifkin, in cui l'economista e saggista statunitense tra l'altro afferma: "L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderà che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunità per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi."

L’intera intervista si può leggere sul blog di Beppe Grillo



Il presente post e i relativi commenti anche su lla mia pagina su Facebook




domenica 2 gennaio 2005

NONOSTANTE TUTTO, AUGURI PER IL NUOVO ANNO



Con lo "tsunami" nel sud-est asiatico del 26 dicembre è finito nel peggiore dei modi possibili un anno che, forse per non smentire la fama funesta dei bisestili, già non era stato avaro di avvenimenti nefasti, dovuti sia alla natura che alle attività  umane, dal terremoto in Marocco del 24 febbraio, all'attentato terroristico di Al Qaeda a Madrid dell'11 marzo, agli scontri etnici e religiosi in Nigeria e nel Sudan,alla strage di Beslan in Ossezia del primo settembre, alla tempesta tropicale che sempre in settembre investiva Thaiti, tanto per citarne alcuni dei più gravi e senza dimenticare l'Iraq, dove la guerra continua con gli scontri tra gli occupanti e gli oppositori e le azioni terroristiche, i rapimenti e le barbare uccisioni di stranieri che a vario titolo si trovano nel paese.

(Per un riepilogo dei principali avvenimenti dell'anno appena concluso visitare questa pagina)


Ma lo “tsunami” che ha investito il Sud-Est asiatico è di questo anno orribile l’avvenimento che ci ha colpito di più, non solo per l’altissimo numero di vittime dovute alla violenza di un evento che supera tutti quelli avvenuti negli ultimi 40 anni, perché per trovare qualcosa di simile bisogna risalire a quello del Cile del 1960, non solo per la sua grande estensione che ha coinvolto sette paesi, se si considera che è arrivato fino alle coste della Tanzania e della Somalia, ma anche per altri due motivi, la presenza in quelle località, complice anche il periodo festivo, di migliaia di turisti che ha distribuito lutti in tutto il mondo e la facilità delle comunicazioni e dei mezzi di documentazione in mano anche ai singoli, che ne hanno fatto la catastrofe più documentata finora nella storia dell’umanità. Basti fare una ricerca su internet e nella "blogosfera".Per una ricognizione vedere il blog di Giusec.

Anche per questi motivi credo che non ce ne dimenticheremo presto, come per altri avvenimenti che hanno colpito popolazioni lontane e che dopo qualche giorno di cordoglio sono state dimenticate. Infatti chi si ricorda, per esempio, il terremoto che proprio il 26 dicembre del 2003 fece migliaia di morti in Iran e distrusse l’antichissima città di Bam?

O il terremoto del febbraio 2004 in Marocco?

Ma quest’ultimo evento ha anche innescato una riflessione che spero possa avere delle conseguenze positive. Infatti proprio in un mondo in cui le comunicazioni sono così facili ci sarebbero stati i mezzi per rendere meno pesante il bilancio delle vittime, ma non è stato fatto niente.

Eppure dal verificarsi del terremoto al largo di Sumatra al momento in cui le onde si sono abbattute sulle spiagge delle Andamane, delle Maldive, dello Sri Lanka, della Thailandia, dell’India, della Birmania, sono trascorse almeno 2 ore e 10 ore perché arrivassero in Somalia e Tanzania. C’era tutto il tempo e anche i mezzi per avvertire e, nonostante l’arretratezza delle infrastrutture di sicurezza e prevenzione di quei paesi che stridono con il lusso delle infrastrutture turistiche, qualche notizia è anche arrivata, ma non è successo niente, forse perché non ci si credeva, forse perché c’era la paura di un falso allarme che avrebbe danneggiato il turismo. Tutto questo comunque ha messo il mondo di fronte alla consapevolezza che almeno sui problemi della sicurezza e della prevenzione occorre unirsi in uno sforzo comune.

Sperando che ci si muova in questa direzione e considerato che comunque é nella natura umana credere in un futuro migliore, e per fortuna che è così, penso che, nonostante tutto, pur nella tristezza per gli eventi dell’ultimo anno e in particolare per quest’ultimo, si possa, nonostante tutto, augurare:



BUON 2005!


martedì 28 dicembre 2004

La catastrofe del Sud-Est asiatico. Le forze della natura e la povertà.

“La tecnica è di gran lunga più debole della necessità che governa le leggi della natura.” (Da “Il Prometeo incatenato” di Eschilo)

Viviamo in un mondo altamente tecnologico in cui le distanze sembrano essersi azzerate. Terre un tempo esotiche, anche per la distanza che le separava da noi, sono ormai diventate vicinissime e alla portata di quasi tutti, mentre in pochi secondi gli attuali mezzi di comunicazione ci permettono di dialogare con tutto il mondo. Crediamo di essere potenti, e ci scordiamo che non siamo ancora in grado di dominare le forze della natura e nemmeno di prevedere quando e come si scateneranno, come nel caso dei terremoti, finché una catastrofe come quella che ha colpito nella notte tra il 25 e il 26 dicembre il sud-est asiatico non ce lo ricorda drammaticamente.

Eppure mi domando se qualcosa non poteva essere fatto per rendere meno gravi le conseguenze di un terremoto il cui epicentro si trovava a migliaia di chilometri di distanza.

I terremoti non si possono prevedere, ma i sismografi di tutto il mondo hanno registrato l'evento e le relative conseguenze.

Mi sembra impossibile che non si sia tentato di fare qualcosa per avvertire dell'imminente catastrofe, quando sarebbe bastato far allontanare la gente di qualche chilometro all'interno per riuscire a salvarli.



E’ vero che i terremoti non si possono prevedere ma la notevole distanza percorsa dalle onde – dall’epicentro di Sumatra fino alle coste più lontane – dava il tempo per avvistare lo tsunami  e lanciare l’allarme. Se pertanto le regioni colpite avessero avuto un sistema di allerta sull’arrivo degli “tsunami” come c’è negli Stati Uniti ed in Giappone le conseguenze sarebbero state molto meno drammatiche. Purtroppo come sempre sono i paesi più poveri a subire le conseguenze peggiori di qualsiasi evento, per l’arretratezza delle infrastrutture di sicurezza e prevenzione che, nel caso di specie, è peraltro stridente con il lusso delle infrastrutture turistiche.

Ad ogni modo, anche in mancanza di sistemi locali, non riesco a capire come nessuno sia riuscito ad avvertire o si sia posto il problema di trovare il modo di avvertire dell’imminenza di onde che per arrivare a schiantarsi su quelle coste, seminando morte, ci hanno impiegato almeno due ore. Non si poteva cercare di avvertire in qualche modo le autorità locali?


mercoledì 22 dicembre 2004

L’inquinamento causerà una nuova era glaciale? E’ anche colpa del WWF


(notizie tratte dal Corriere della Sera del 17.12.2004) 




La più grave minaccia per la sicurezza globale del pianeta non è rappresentata dal terrorismo, ma dall’inarrestabile catastrofe ecologica. Questa l’opinione dello scienziato americano Gregory D.Foster che, in un articolo pubblicato sull’ultimo numero del World Watch Institute Magazine, la rivista della più importante organizzazione internazionale di studio e ricerca ambientale (il WWI, appunto), sostiene che l’attuale surriscaldamento del pianeta potrebbe portare in tempi brevi all’arresto delle correnti oceaniche che mantengono l’Europa temperata, dando il via ad un congelamento della regione, quasi una nuova era glaciale, come nel film di Roland Emmerich  "L'Alba del giorno dopo", uscito nel maggio scorso. 

Sempre in tema di ambiente, mentre Claire Hope Cummings, altra scienziata del WWI, stigmatizza il pessimo ruolo svolto dall’America in tema di ambiente, l’antropologo Mac Chapin accusa tre delle più importanti associazioni ambientaliste internazionali, tra cui il World Wildlife Fund (WWF), di “aver fatto combutta con i loro generosi sponsor” – multinazionali superinquinanti come Chevron Texano, Shell e Exxon Mobil – a scapito delle popolazioni indigene della Foresta amazzonica, del Perù e del Messico, che sarebbero state “maltrattate, sfruttate e addirittura espulse” col loro beneplacito.

Quest’ultima notizia che coinvolge anche il WWF, il quale peraltro così  risponde all’articolo di Mac Chapin, è veramente sconvolgente. Sarà vera?



Intanto si è chiusto a Buenos Aires il "Summit sul Clima" che non ha fatto ulteriori progressi nella definizione di strade per affrontare con decisione il problema dei mutamenti climatici soprattutto per l’ostruzionismo degli Stati Uniti.